Produttori, agenti e artisti. In Rai questo è il dilemma

- Roma
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Il settimo piano si interroga su una delicata autoregolamentazione che dovrebbe porre fine ai potenziali conflitti d’interessi. Ma oltre alle regole servono autori bravi e un po’ di fiducia nelle strutture interne.

Dal 2020 in arrivo in Rai maggiore trasparenza nei rapporti tra produttori, agenti di spettacolo e artisti (compresi giornalisti e conduttori) al fine di scongiurare potenziali conflitti d’interesse. L’ultimo cda del 2019, quello del 19 dicembre, non approverà – a quanto apprende Lo Specialista – l’autoregolamentazione annunciata dall’ad Fabrizio Salini in Vigilanza e che doveva entrare in vigore da gennaio 2020. Il testo sarebbe ancora al vaglio delle strutture competenti e sembra vada ancora limato soprattutto alla luce della delicatezza dei temi trattati e delle perplessità emerse da ambienti fiction e intrattenimento. Anche perché la Rai, sua sponte, farebbe da apripista in una questione che dovrebbe riguardare l’intero sistema televisivo italiano.

LA BOZZA –
Il testo sul quale si sta lavorando in Viale Mazzini trae ispirazione prima da una risoluzione della commissione di Vigilanza (settembre 2017) e poi dalle linee guida contro “l’insorgere di situazioni di conflitto di interessi tra produttori e agenti che rappresentino artisti” approvate a marzo 2019 dall’Agcom. L’Autorità in particolare obbliga i produttori a fare luce circa i rapporti societari che intrattengono con gli agenti. E obbliga gli agenti a far luce sui rapporti societari che intrattengono con i produttori e a stilare un elenco completo ed aggiornato di tutti gli artisti rappresentati. Ma soprattutto – si legge nel testo – “Qualora l’agente si trovi a rappresentare più di tre artisti in una medesima produzione deve rendere una dichiarazione scritta con cui si impegna ad astenersi dall’attività di produzione in cui sono coinvolti gli artisti che rappresenta e rispetto ai quali fornisce la propria prestazione di intermediazione. Diversamente, nell’ipotesi in cui non possa e/o non voglia astenersi dall’attività di produzione in cui sono coinvolti gli artisti, deve rinunciare al proprio incarico di intermediazione al fine di evitare il conflitto tra i diversi ruoli ricoperti”. O fai il produttore insomma o fai l’agente.

CERCASI AUTORI – Nel mentre la Rai si interroga su come scrivere l’autoregolamentazione, qualcuno si starà preparando ad aggirarla. Agli agenti-produttori, ad esempio, basterà limitarsi a rappresentare al massimo un paio di artisti coinvolti nel format. Importante capire infine che cosa farà la Rai con le case di produzione possedute in quota dagli artisti. Quanti casi Fabio Fazio ci sono in Rai? E ci sarà finalmente trasparenza sulle produzioni esterne e sulle parcelle degli agenti? Resta il fatto che se la Rai vorrà liberarsi dalla “dipendenza” da costosi produttori esterni, da agenti in potenziale conflitto d’interessi e da artisti che giocano troppi ruoli nella “commedia” del palinsesto dovrà ricominciare a produrre contenuti in casa. Canale5, piaccia o non piaccia il risultato di qualità, lo sta facendo. Rete4 anche. Cercasi autori… Vecchio stile se possibile. E diamo un po’ di fiducia alle professionalità interne. Un bel mandato per i nuovi super-direttori di genere…

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