Il deputato del Pd Michele Anzaldi.

L’esponente Pd conferma l’Aventino in vista dell’audizione del 9 aprile dei vertici Rai in Vigilanza e attacca anche i 5Stelle: “La polemica sulla doppia presidenza di Foa è fuffa”.

L’ad Rai, Fabrizio Salini, e il presidente, Marcello Foa, saranno ascoltati martedì 9 aprile alle ore 12 in commissione di Vigilanza. E ad attenderli sugli “spalti” di San Macuto non ci sarà il Partito Democratico. Il perché lo ha spiegato a loSpecialista.tv il deputato Michele Anzaldi. “Non partecipiamo a tutte le audizioni di Foa fino a quando non ci fanno vedere le schede della sua elezione a presidente della Rai”, ha esordito Anzaldi. Si riferisce al presidente della Vigilanza, Alberto Barachini?Certo… Ma trovo davvero incomprensibile che questa negazione di Barachini non venga messa in discussione dal presidente del Senato e dal presidente della Camera. Quel Roberto Fico, esponente di spicco di un Movimento che ha fatto conoscere il concetto dello streaming, ed ex presidente della Vigilanza, che con me nella passata Legislatura ha condiviso l’importanza e i valori della trasparenza. Ora, nonostante le mie continue richieste con comunicati, con atti ufficiali, e con lettere, sono diventati tutti latitanti”.

Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Alberto Barachini (FI).

Perché ce l’ha tanto con Barachini? “Il presidente della Vigilanza viene espresso dalle opposizioni, dovrebbe fare da garante. Anche per venire incontro alle istanze del primo partito delle opposizioni, poteva chiedere a Salini – magari cavalcando gli spostamenti delle date – di venire da solo. Ma lui – ha allargato le braccia Anzaldi – se ne frega altamente, alzi fa il gioco degli altri. Non solo non ci fa vedere le schede del voto su Foa, ma regge pure il moccolo alla maggioranza”. Perché non dovrebbe convocare Foa che ha titolo per parlare di piano industriale e del piano news? “Semplice, perché questa audizione nasce tanto tempo fa su richiesta del Pd, in particolare di Antonello Giacomelli, su tre tematiche specifiche: la violazione di ogni regola deontologico di giornalismo e di privacy dei giudici sull’interrogatorio dei familiari di Renzi; la Rai che fa orecchie da mercante sui richiami Agcom sulla par condicio; e quell’incontro del 4 marzo a cui avrebbero partecipato Salini, Foa, Luigi Di Maio e Matteo Salvini alla vigilia dell’approvazione del piano industriale. Il Pd aveva fatto queste tre domande a Salini, non a Foa. Poi il sistemata è stato taroccato e l’audizione è diventata sul piano industriale”.

Il senatore M5S Primo Di Nicola. Foto dal profilo Twitter.

Sembra che i 5Stelle siano sul piede di guerra per la doppia presidenza (Rai e RaiCom) di Foa. “E’ tutta fuffa – ha continuato Anzaldi – se il Movimento la pensava così, perché al momento del voto in cda Rai non ha chiesto alla Coletti di votare contro come ha fatto la Borioni? O meglio, o è fuffa o è la tristezza della spartizione delle poltrone e quindi sono finte minacce”. Ha visto il piano news della Rai, che idea s’è fatto? “Ho visto il falso che hanno diffuso. Hanno millantato sulla stampa accorpamenti del Tg1, del Tg2 e del Tg3 in due newsroom in vista di un’unica redazione. Nel piano non c’è nulla di tutto questo. È un copia e incolla di vecchi piani del passato, e fatto pure male. L’unico accorpamento che c’è è quello della Tgr con Rai News. Per il resto continueremo ad avere 4-5 microfoni Rai in ogni occasione. E la cosa grave è che il piano news di Gubitosi, approvato all’unanimità dalla Vigilanza, viene calpestato e garantiva un risparmio da subito di 80 milioni l’anno. In questa corsa a fare nomine di direttori si butta il risparmio, non si ottiene efficienza, si arriva sempre dopo nelle disgrazie e continuiamo a promuovere direttori, che viva Dio hanno il tetto di 240mila euro, ma sono una moltitudine”. Che campagna elettorale si aspetta? “Mi aspetto che continuino a fare quello che stanno facendo. Senza un presidente di Garanzia che costringa i direttori di testata ad essere intellettualmente onesti, non se ne esce. L’ordine dei giornalisti latita, l’AgCom usa solo i numeri e l’informazione Rai è piena di palle sovraniste”. Uno solo del Pd andrà a San Macuto martedì, chi? “Spetta al capogruppo decidere, ma io – ha concluso Anzaldi – non vado certamente”.

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