Martedì 22 gennaio su Rai1 arriva “Liberi di scegliere” di Campiotti con Preziosi e Buschini. Andreatta: “Raccontiamo la storia vera di ragazzi strappati a un futuro violento”.

Non è il solito film sulla mafia. Su Rai1 martedì 22 gennaio in prima serata attraverso il personaggio di Marco Lo Bianco, Giudice del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria col sogno di strappare i ragazzi alla ‘ndrangheta, si racconta il progetto messo in piedi dal Giudice Roberto Di Bella, dal 2011 presidente del Tribunale per i Minorenni nel capoluogo reggino, che, allontanando “i figli di ‘ndrangheta” dalle loro famiglie di origine, cerca di dare un futuro sereno e normale a ragazzi destinati a diventare boss. È il film “Liberi di scegliere”, in cui Alessandro Preziosi interpreta il giudice, una persona che “non vive per se stessa, ma per far vivere i propri obiettivi”, dice l’attore in conferenza stampa a Roma, “dalla natura schiva, e disinteressato al sedurre l’interlocutore”. “Il giudice Di Bella tiene moltissimo a questa fiction – sottolinea il produttore Angelo Barbagallo le cui opere sono sempre impegnate socialmente -. È un uomo intelligente e coraggioso che ha colto l’importanza che questo prodotto può avere per il suo progetto. A volte siamo andati a girare negli ambienti veri. Giacomo Campiotti ha trasformato questa storia vera in un racconto coinvolgente, utile ed emozionante. Sarebbe bello poi capire che cosa succede ai nostri ragazzi”. Mentre si lancia la sponda ad un sequel, Campiotti osserva come i figli della ‘ndrina siano le prime vittime. Importante, quindi “l’intuizione di Di Bella di tagliare il cordone ombelicale ancestrale. Ho aderito con entusiasmo a questo progetto – spiega il regista – perché, al di là della storia così specifica e precisa, racconta che chiunque, malgrado i condizionamenti, può in qualunque caso, con l’aiuto di un mentore invisibile, prendere la propria vita nelle mani e fare scelte senza condizionamenti”.

Negli ultimi vent’anni il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria ha processato per reati di associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio oltre cento minori, molti dei quali sono stati poi uccisi nel corso di faide familiari o – divenuti maggiorenni – sono ora latitanti o sottoposti al regime carcerario duro dell’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario; nel 2019, il medesimo tribunale per i minorenni è ancora impegnato a giudicare per gravi reati i figli di coloro che erano stati processati negli anni Novanta, tutti appartenenti alle storiche “famiglie” di ‘ndrangheta del territorio. Per questi motivi il tribunale per i minorenni di Reggio Calabria dall’anno 2012 sta adottando – in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica per i Minorenni, con la locale Procura Antimafia e con il supporto dell’associazione Libera – provvedimenti civili di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale. L’obiettivo ultimo è quello di rendere tali giovani “liberi di scegliere”. Un numero rilevante di madri – dopo una prima fase di aspro dissenso – non oppone più resistenza, nella speranza di salvare i loro figli da un destino di morte o carcerazione.

Il film. Giorno dopo giorno Marco Lo Bianco (Alessandro Preziosi) ha visto sedere nella stessa aula di tribunale i figli delle più importanti famiglie mafiose della provincia e ha capito una cosa: la ‘ndrangheta non si sceglie, si eredita. Quando incontra Domenico (Carmine Buschini, il Leo dei “Braccialetti Rossi” per la regia sempre di Campiotti), ultimo componente di una cosca di cui anni prima ha arrestato il fratello Giovanni (Vincenzo Palazzo), decide che è arrivato il momento di dire basta. Inizia una strada difficile che costringerà tutti ad abbandonare le proprie certezze. Lo Bianco e i suoi assistenti – tra questi Maria, brava mediatrice con le famiglie (Federica De Cola), e Enrico (Corrado Fortuna) – si confronteranno con i codici e i sentimenti di quelle famiglie che hanno considerato sempre e solo come cosche criminali. I più giovani, Domenico e Teresa (Federica Sabatini), impareranno che esiste una famiglia allargata, rappresentata dallo Stato e dalla Comunità civile, pronta ad aiutarti a realizzare un futuro diverso, in cui poter essere, finalmente, liberi di scegliere. Nel cast anche Nicole Grimaudo (Enza) e Francesco Colella (Antonio). “Liberi di scegliere” è scritto da Monica Zapelli – sceneggiatrice e scrittrice, autrice tra gli altri de “I cento passi” (2000, regia di Marco Tullio Giordana) e “Lea” (2015, regia di Marco Tullio Giordana) – e da Sofia Bruschetta, Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano, giovani sceneggiatori formatisi al Master Rai di scrittura seriale di fiction.

In particolare, Monica Zapelli si è avvicinata all’esperienza di Di Bella a livello personale per un ragazzino che voleva scrivere un diario di un anno di vita lontano dalla famiglia, facendone il suo momento per guardarsi allo specchio. Per lei, doveroso è stato proteggere l’anonimato dei ragazzi allontanati dalle famiglie, che non poteva e voleva trasformare in personaggi. “Con Di Bella – osserva la sceneggiatrice – si segna un passo diverso nell’antimafia: dall’assicurare alla giustizia chi commette i reati, lo Stato passa a tendere una mano”. Per Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction che produce “Liberi di scegliere” con la Bibi Film Tv, questo racconto “è necessario e doveroso perché tratta di un momento della vita, l’adolescenza, a cui Rai Fiction presta attenzione particolare in quanto i giovani sono la nostra speranza di futuro. Questo tema generale qui si sposa e s’intreccia con il racconto civile della crescita dei ragazzi all’interno della logica della famiglia della ’ndrangheta che tra tutte le mafie è quella che si basa di più sui legami familiari, quindi far crescere i propri figli con principi legati ad una mentalità di violenza. Questo come tutti i nostri tv movie si basa su una storia vera: l’esperienza straordinaria di un giudice minorile che ha capito che questi ragazzi non avevano una reale possibilità di scelta rispetto al loro futuro. La nostra fiction affianca l’informazione con la possibilità di raccontare temi scottanti con la forza dell’emotività portandoli alla coscienza individuale e collettiva del nostro Paese. Abbiamo affidato la regia a Giacomo Campiotti che nei confronti dell’adolescenza ha mostrato cura particolare. Ringrazio tutta la produzione e la squadra di Rai Fiction, e Monica in particolare che lungamente ha studiato sul territorio questa storia per capirne i dettagli”.