Rai2 cresce in share? Sì, ma non è tutto oro quello che luccica

- Roma
Il direttore di Rai2, Carlo Freccero.

Freccero parla di un primo suo semestre rigoglioso senza ricordare che l’anno prima gli ascolti sono stati condizionati dal poco seguito delle Tribune elettorali.

Nero su bianco gli ascolti di Rai2 del primo semestre 2019. Li mette Carlo Freccero in una lettera al Tempo dopo un articolo che parla di una gestione “flop”. Dati alla mano si evidenzierebbe un’indiscutibile crescita sul 2018. In particolare, nella fascia 21.30-23.30, il prime time di Rai2 raggiunge il 6,46% di share (ovvero + 0,85 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), risultando la rete che cresce di più tra i primi 9 canali nazionali. Prendendo poi in esame la fascia 20.30-22.30, prime time che comprende il TG2 e il TG2 post, la rete realizza il 6,14 di share (ovvero + 0,21 rispetto al 2018). “A tutto questo – fa notare Freccero – si aggiunge che un’analisi quantitativa/qualitativa dei dati dimostra che il lavoro fatto nei primi 6 mesi ha centrato l’obiettivo di riposizionare la rete nel panorama complessivo dell’offerta tv incrementando l’audience del pubblico giovane”.

Di lettera in lettera va ricordata, però, quella dell’ex direttore di Rai2 Andrea Fabiano su Italia Oggi nello scorso mese di marzo: i dati, almeno a febbraio, sono viziati dalle tribune elettorali. In merito, scriveva Fabiano: “Lo scorso anno, come già accaduto in passato, Rai2 è stata la rete deputata a proporre in prima serata l’informazione istituzionale curata da Rai Parlamento in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. Tra il 19 febbraio e l’1 marzo sono state proposte 20 conferenze stampa con i rappresentanti delle liste elettorali distribuite in sei prime serate secondo il calendario stilato dalla Commissione di Vigilanza. L’assolvimento di questo alto e qualificante dovere del Servizio Pubblico ha, come prevedibile e inevitabile, determinato un’anomala e forte contrazione dell’ascolto della rete in prima serata nel corso di quel mese. Le 20 conferenze stampa hanno registrato una media di 431 mila ascoltatori e l’1,64% di share. Il confronto su base settimanale tra febbraio 2019 e febbraio 2018 restituisce un quadro apprezzabile dell’impatto sull’ascolto di rete generato dalla doverosa informazione istituzionale. La grande crescita di Rai2 si concentra nella seconda settimana del mese (nel 2018 Rai2 non ha potuto far ripartire integralmente la propria programmazione dopo il Festival di Sanremo) e soprattutto nella terza e nella quarta settimana in corrispondenza della messa in onda nel 2018 delle conferenze stampa. Un altro aspetto meno visibile, ma non trascurabile, è la drastica riduzione degli spazi di auto-promozione di cui Rai2 ha potuto beneficiare nella fascia di maggior ascolto in quanto le conferenze stampa non possono essere interrotte, come giusto che sia, dai break pubblicitari che includono i promo di rete: questo ha avuto un impatto anche sulla ripartenza integrale della programmazione avvenuta nei primi giorni di marzo”. Se i dati vanno confrontati e ragionati, i distinguo vanno sempre fatti.