Il gotha del giornalismo stronca il documentario su Firenze. E Salvini mette la ciliegina sulla rassegna: “Ha vinto anche la replica della Signora in giallo”

Non l’ha visto (quasi) nessuno, eppure sui giornali ne parlano tutti. Mi riferisco a Matteo Renzi e al documentario “Firenze secondo me”, andato in onda sabato scorso in prima serata su Nove. La prima delle quattro puntate previste è stata seguita da 367.000 spettatori con l’1,8% di share. Spiccioli di Auditel, che comunque hanno suscitato la curiosità del gotha della politica e del giornalismo. Ad aprire le danze il leader della Lega Matteo Salvini: “Basta con gli applausi, che poi mi monto la testa, poi finisco a fare documentari su Milano che fanno l’1,8% di share. Ha vinto anche la replica della Signora in giallo”. “Tutta la mia solidarietà alla Signora in giallo per il paragone, naturalmente” la replica piccata di Renzi. “I detrattori – la chiosa – si sono concentrati sull’audience, giudicandola scarsa: e dire che i risultati degli ascolti sono stati ottimi, superiori alla media del canale e alle performance di altri, più bravi, divulgatori culturali che hanno lavorato per il Canale Nove. Ma se la critica è tutta su quanti l’hanno vista, non su cosa hanno visto, va bene cosi'”.

Ma in verità i giornali si sono concentrati anche sul cosa. Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, si chiede se fosse “un documentario su Firenze o su Renzi”. “Il ‘me’ del titolo è più importante di Firenze? Tutto concorre a far si che il soggetto principale sia Renzi, come spesso gli accade in altri campi”. Antonio Dipollina su la Repubblica sentenzia: “Dall’Arno a Boboli, Renzi mette in scena se stesso”. E aggiunge: “Se è riuscito a personalizzare un referendum figuriamoci quanto riesce a personalizzare un documentario”. Su Il Tempo e su Libero si dedica a Renzi anche Franco Bechis: “Il documentario di Renzi su Renzi” e “Renzi trasforma il rinascimento in un auto-marchetta” sono i titoli del direttore. Sempre su Libero, Gianluca Veneziani parla “Renzo il magnifico”, battuto anche dal film “La fabbrica dei biscotti su Tv8”. Maurizio Belpietro su La Verità ci racconta del “bullo” che “non funziona nemmeno come showman” battuto anche dai filmetti di Natale. Di Renzi “invisibile”, infine scrive Laura Rio su Il Giornale. Un “successo” insomma. Non l’ha visto nessuno ma tutti ne parlano (male). E chissà che dopo tutta questa pubblicità, la seconda puntata non vada un pochino meglio.

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