Salini al bivio Rai: nomine o dimissioni

- Roma
L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini.

Martedì va in scena il quinto tentativo in cda per battezzare i nomi per il nuovo piano industriale. Nel Pd, e non solo, la misura è colma.

Il 5 novembre, poi l’11 novembre, quindi il 28 novembre e infine il 19 dicembre. Dopo quattro tentativi l’ad Rai, Fabrizio Salini, non è ancora riuscito a fare le nomine necessarie a rendere finalmente operativo il suo piano industriale. Martedì 14 gennaio andrà in scena un nuovo cda Rai. Sarà la volta buona? In attesa di capire quale sarà la prossima mossa di Salini, sfogliando i giornali emerge una certa insofferenza della politica al cospetto di cotanto immobilismo. “Se dal settimo piano di viale Mazzini spargono ottimismo – scrive Marco Antonellis su Italia Oggi – tra i partiti di maggioranza ormai non ci credono più: ‘Sono tre volte che Salini dice che le fa e poi non se ne fa niente. Non ci speriamo più’. insomma, dalle parti del Pd hanno ormai perso ogni speranza di vedere le nomine durante il mese di gennaio: ‘E tutto fermo. Nessuno sa cosa vuole fare Salini, ma ormai come Pd con lui abbiamo chiuso. E l’azienda è allo sbando’. E persino dalle parti di Italia Viva stanno emergendo perplessità sulla gestione delle nomine a viale Mazzini”. Claudio Cerasa su Il Foglio, poi, si spinge ad immaginare un Salini dimissionario. “A quanto risulta al Foglio, se entro martedì prossimo non verranno autorizzate le nomine per le nuove testate della Rai, ci sono ottime possibilità – scrive il direttore – che l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, scelga di dimettersi, mandando tutti a quel paese”. Un Salini chiuso tra due fuochi: quello rosso che vuole le nomine (a partire da Mario Orfeo al Tg3) e quello giallo che non ha fretta (e di Orfeo non vuole neanche sentir parlare). Il tutto con le elezioni regionali alle porte che potrebbero aprire nuovi scenari. Per fortuna di Salini sta per arrivare Sanremo…

ANDREA ORLANDO, vice segretario del Pd, su Twitter: “Oggi, non smentita, la stampa scrive dell’intenzione del dg Rai di dimettersi ‘perché non gli fanno fare le nomine’. Dica chi glielo impedisce o smentisca. La Rai perde spettatori, pubblicità e soprattutto autorevolezza. Basta giochini. Chi deve amministrarla lo faccia”.

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