Salini: applicazione piano industriale Rai “estremamente difficoltosa”

- Roma
L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. Foto Ufficio stampa Rai.

L’ad lamenta 340 milioni di trattenute dallo Stato ogni anno: “Giochiamo in difesa, siamo destinati a una faticosa sopravvivenza e non all’evoluzione”. Fiorello? Pagato dalla pubblicità.

Poche risorse e neanche certe. È il grido d’allarme dell’ad Rai, Fabrizio Salini, ascoltato in commissione di Vigilanza. In premessa Salini ha ricordato che lo Stato trattiene 340 milioni di euro ogni anno dalle entrate da canone: metà dell’extragettito (105 milioni); prelievo forfettario del 5% (85 milioni); tasse di concessione e Iva (150 milioni). Un canone che nel 2013, quando l’evasione sfiorava il 30%, consegnava alla Rai 1.655.000.000; nel 2018 la raccolta effettiva è scesa 1.637.000.000.

“L’EXTRA-GETTITO DI FATTO NON ESISTE” – ha ricordato Salini -. “Alla Rai di 90 euro ne arrivano 74,8”. In queste condizioni “la Rai potrà sempre e soltanto giocare in difesa. È destinata a una faticosa sopravvivenza e non all’evoluzione”. “Difficilissimo per non dire impossibile amministrare un’azienda che non ha certezze di risorse”. E l’applicazione del piano industriale – ha messo le mani avanti Salini – si fa “estremamente difficoltosa”.

L’OPERAZIONE FIORELLO – “Io parlerei di evento – ha sottolineato Salini – e ha suscitato l’interesse degli inserzionisti tant’è che si ripaga completamente con la raccolta pubblicitaria. Un’operazione che ha valorizzato al massimo gli investimenti fatti negli studi radiofonici di Via Asiago. Un’operazione concepita, prodotta e realizzata solamente dalla Rai”.

WIN WIN – A proposito di pubblicità, l’ad si è detto aperto a una riduzione degli spot del servizio pubblico. “A fronte di una certezza delle risorse e di un riconoscimento integrale del canone”, quello della riduzione della pubblicità è “un tema che la Rai può affrontare”. Certamente “un servizio pubblico con una riduzione dell’affollamento pubblicitario libererebbe risorse per tutto il sistema e per l’industria audiovisiva. La vedo come un win win… …una strada a cui si può cominciare a pensare”.

STRETTA SUGLI AGENTI – “Abbiamo preparato una autoregolamentazione – ha concluso l’ad Rai – che sarà approvata in cda ed entrerà in vigore dal primo gennaio 2020”.

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