Il leader della Lega, Matteo Salvini.

Eurispes: tra ottobre 2018 e marzo 2019, il leader del Carroccio ha raccolto quasi 900 presenze nelle titolazioni di Tg del prime time delle 7 testate generaliste. Zingaretti 62 presenze…

Con 871 presenze nelle titolazioni dei Tg delle sette testate generaliste nelle edizioni di prime time, il vicepremier Matteo Salvini è protagonista quasi assoluto della comunicazione, tra ottobre 2018 e marzo 2019. A stilare la speciale classifica dei tg – che boccia Rai e Mediaset e promuove il TgLa7 di Enrico Mentana – è il rapporto semestrale dell’osservatorio Tg dell’Eurispes che spiega anche le ragioni di questa sovraesposizione: “In virtù del combinato disposto delle innumerevoli frizioni con la parte ‘gialla’ del governo (in particolar modo sulla Tav), e dell’attenzione mediatica conquistata sui temi dell’immigrazione (con tanto di iscrizione del leader del Carroccio nel registro degli indagati in relazione alla vicenda Diciotti)”. Al secondo posto del ranking il premier Giuseppe Conte con 682 presenze. E a chiudere il podio l’altro vicepremier, Luigi Di Maio con 656 presenze. Solo 174 presenze per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E appena 62 apparizioni per il nuovo Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. “Revival” infine per Silvio Berlusconi in occasione delle sue sortite elettorali per le recenti tornate regionali.

Un Salvini che a febbraio 2019 – sempre nei tg del prime time – si è ritagliato il 10,2% del tempo di parola, contro il 9% di Luigi Di Maio, il 6,78% di Conte e il 4,29% di Mattarella. “La voce di Salvini – spiega Eurispes – è dunque sempre molto presente, ma in modo differente a seconda della testata: dal 16,7% del Tg2, al 7,10% del Tg3, mentre sulle testate Mediaset oscilla intorno all’8%”. “Risulta evidente la quasi totale assenza delle opposizioni nel prime time dell’informazione. Per Berlusconi si segnala un ‘revival’ solo in occasione delle elezioni regionali in Abruzzo, Sardegna e Basilicata, in primo luogo grazie all’apporto delle testate Mediaset (36 presenze nei titoli delle 3 testate nel mese di febbraio). Per il Pd l’esistenza in vita viene certificata dai Tg solo a marzo, grazie alla campagna delle Primarie che hanno incoronato Zingaretti”.

“La lottizzazione ‘è viva e lotta insieme a noi’. Malgrado gli impegni di segno diverso assunti negli anni passati, e anche nell’ultima campagna elettorale, soprattutto dai M5S, del tipo ‘fuori i partiti dalla Rai’, a Viale Mazzini – spiega ancora Eurispes – è accaduto quello che immancabilmente si accompagna ad ogni cambio di maggioranza politica e di governo. È stata così creata una nuova sponda mediatica, acconcia alla maggioranza gialloverde”. “Nel caso di Mediaset ‘il segno del nuovo’ sa di antico. Per Eurispes, infatti, l’editore pesa sulle scelte editoriali che negli ultimi tempi agli attacchi al Movimento 5 Stelle vedono affiancarsi un ritorno di fiamma con la Lega”. Promosso a pieni voti, infine, il Tg La7. “È particolarmente apprezzabile – è la chiosa di Eurispes – perché rappresenta una ‘nicchia’ di informazione corretta ed approfondita, sia sulla politica interna sia sugli esteri. Questa condizione è in primo luogo garantita dall’attivismo del suo infaticabile direttore e principale condutture, ma anche dalla invidiabile condizione di non dover rispondere né ad un gruppo editoriale impegnato in politica (come Mediaset), né al peso della politica e del governo che irretisce il servizio pubblico. In sintesi, prodotto di nicchia ma, forse proprio per questo, di notevole qualità”.

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