Sanremo: De Santis: “Canzonette trasformate nel solito comizio”

- Roma

Il direttore di Rai1 scrive una lettera a Dagospia, si dichiara “suscettibile” perché è stata definita “in quota Isoardi” e sulla conferenza del festival finita in politica precisa: “Non solo per responsabilità di Claudio Baglioni”.

Il caso Festival in poche ore da Sanremo si è trasferito nella Capitale. Nei corridoi dei palazzi della politica – considerando l’attenzione mediatica che si concentra sul Festival – è cominciata la corsa a schierarsi con o contro Claudio Baglioni. Sui social, poi, non ne parliamo neanche… E anche al settimo piano di Viale Mazzini si registrano spaccature. Rita Borioni, consigliere Rai indicato dal Pd non ha dubbi: “Penso che la Rai debba dare voce a tutti, come ha sempre fatto”. Di “parole fuori luogo” da parte di Baglioni, perché “il festival non è una tribuna politica” parla invece il consigliere Rai Giampaolo Rossi, in quota Fratelli d’Italia che promette di portare nel prossimo cda del 24 gennaio il tema del presunto conflitto d’interessi del direttore artistico Baglioni. Un tema che sta molto a cuore anche al consigliere Riccardo Laganà, eletto dai dipendenti Rai, che in queste ore ha garantito il suo sostegno a Rossi. No comment, invece, dal presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini.

In serata, poi, la missiva al sito Dagospia del direttore di Rai1, Teresa De Santis, al centro di una presunta polemica proprio con Baglioni (come riportato da La Stampa) per i toni e i contenuti della conferenza stampa. Sanremo? “Sono solo canzonette – scrive De Santis – o almeno dovrebbero esserlo, una settimana di grande cerimonia di svago e spettacolo nazionale. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio. Quello che penso lo dirò al momento opportuno. Per il momento mi preme ricordare che Rai1 si chiama Rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell’azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l’intera Rai. Mi preme anche ricordare a te, dato che ci conosciamo da quarant’anni, che io sono sempre criticabile come tutti quelli che lavorano con una pubblica esposizione, ma ‘direttore in quota Isoardi’ non me lo puoi dire perché conosci la mia storia (quarantennale) di giornalista e dirigente. A suo tempo (16 anni fa) fui io ad assumere Elisa Isoardi, una ragazza che naturalmente nemmeno sapeva chi fosse Matteo Salvini, e che reputo ieri come oggi una brava professionista, ormai esposta più del dovuto a uno scrutinio quotidiano che non sempre è di carattere professionale. Cio’ detto, Teresa De Santis come tutti gli italiani vota e ha un opinione politica, ma è direttore di Rai1 in quota De Santis. Su questo punto – conclude – sono leggermente suscettibile”. La chiosa spetta all’amministratore delegato: