Se la Rai ridisegna le redazioni e non può popolarle

- Roma

I direttori dei Tg bussano alla porta di Salini: hanno bisogno di giornalisti. Ma l’Azienda è in stallo e non sa come assumere.

Nove direzioni di genere con nuovi direttori da nominare non si sa seguendo quali procedure; un piano news parecchio annacquato (e incasinato) da chiudere nel lontano 2023 – quando questo cda sarà un lontano ricordo – in cui la newsroom unica è praticamente scomparsa mentre le testate tradizionali continueranno a coltivare i rispettivi “orticelli”; la fusione – anche qui non è chiaro quando e come – di Rainews24 con la Tgr per creare una redazione unica da circa mille giornalisti; un canale in inglese previsto dal contratto di servizio e gestito dal braccio commerciale RaiCom. Si addensano le nuvole sul cielo di Viale Mazzini in vista del cda di mercoledì prossimo che sarà chiamato ad approvare il piano industriale 2019-21. Ma in attesa di capire come finirà questa strana (e parecchio improvvisata) partita, nessuno sembra preoccuparsi di una questione che al momento appare assai più centrale. La Rai ha bisogno di nuovi giornalisti, il settimo piano si scervella con il sudoku delle redazioni, si accinge a varare anche una nuova testata per il web, e non si preoccupa del fatto che la tv di Stato è in fase di stallo e in tempi di quota 100 non può fare nuove assunzioni. Insomma, al piano di Salini servono risorse economiche ma soprattutto umane…

A quanto apprende LoSpecialista.tv da settimane i direttori di testata, da Giuseppe Carboni (Tg1) a Gennaro Sangiuliano (Tg2), da Giuseppina Paterniti (Tg3) ad Alessandro Casarin (Tgr) bussano alla porta di Salini (e di Marcello Foa) per lamentare carenze d’organico. Senza contare che c’è una nuova redazione, quella del portale web, che va interamente popolata. E certo non basteranno una trentina di redattori delle attuali redazioni web in forza alle Testate. Bisogna assumere, dunque. Ma come fare? Quali procedure deve seguire la Rai? Tolte dal campo le chiamate dirette, l’ultima che si ricordi è stata quella di Gianluca Semprini da SkyTg24, la Rai può procedere per concorso, si dice su base regionale e aperto a 2.000 partecipanti. Può decidere di scorrere la lista di “idonei” della selezione del 2013 (ultime 14 assunzioni proprio in queste ore) e del concorso del 2015. Poi ci sono le scuole di giornalismo, a partire da quella di Perugia (ultima infornata nel 2013 con 35 allievi assunti) che ha pronti una settantina di professionisti che qualcuno a Saxa Rubra vorrebbe infilare proprio alla nuova redazione web. Inoltre (e qui la faccenda si fa ancor più delicata) c’è la pratica della stabilizzazione – attraverso accordi sindacali – dei contratti atipici (per evitare il contenzioso). Sarebbero oltre 200 i giornalisti occupati alle Reti o alle Testate (in particolare a Rainews24, al giornale Radio e a RaiSport) senza contratto giornalistico. Precari che l’azienda si appresterebbe a regolarizzare (la procedura sarebbe anche prevista dal contratto integrativo Rai-Usigrai) entro marzo-aprile 2019, in quanto professionisti iscritti all’albo dei giornalisti ma inquadrati dalla tv di Stato con partita Iva (se esterni) e con contratti da programmista, assistente, tecnico e così via (se interni).

Una materia da maneggiare con cura, anche se a marzo, in un modo o nell’altro, la Rai dovrà uscire dallo stallo e prendere una decisione. Da maneggiare con cura soprattutto perché un centinaio di “idonei” del concorso 2015 è sul piede di guerra ed è dotato di un avvocato parecchio arcigno, Vincenzo Iacovino, che alla prima mossa sospetta è pronto a portare le carte in Tribunale. “Far scorrere la graduatoria degli idonei al concorso 2015 non è un’opzione tra le tante”. “È un obbligo di legge”, tuona proprio oggi una nota del comitato per l’Informazione pubblica. E tale obbligo – questa la tesi – deriva da una norma speciale: “Il comma 1096 della legge di Bilancio 2018” che prescrive alla Rai, per le prossime assunzioni giornalistiche, di procedere a “immissioni in organico di figure al livello retributivo più basso, attingendo in primis al personale idoneo inserito nelle graduatorie 2013 e 2015 di giornalisti professionisti riconosciuti idonei”. Insomma prima di preoccuparsi di nuove e vecchie testate, sarebbe bene preoccuparsi di dove, come e quando assumere i giornalisti.

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