Salini prepara tre proposte da presentare entro 40 giorni dalla rimozione a cinque dirigenti "appesi". Nella busta A, B e C ci sarà anche una sede di corrispondenza.

Dovrebbero essere delle vere e proprie ambasciate italiane nel mondo, un patrimonio del servizio pubblico da preservare, considerando quello che rappresentano e quello che costano. E invece le sedi di corrispondenza della Rai all’estero – alle prese con logistica e tecnologie non certo all’avanguardia – non se la passano per niente bene. Dell’argomento – a quanto apprende LoSpecialista.tv – presto si dovrà occupare l’ad Rai, Fabrizio Salini. Perché? Ci sono alcuni dirigenti (con stipendi da 240 mila euro l’anno) senza incarico. E sono tutti giornalisti: Andrea Montanari (ex Tg1), Ida Colucci (ex Tg2), Mario Orfeo (ex Dg), Gianni Scipione Rossi (ex Rai Parlamento) e Monica Maggioni (ex presidente). E tra le tre proposte che stanno per ricevere potrebbe esserci anche una sede di corrispondenza. Oltre al job posting (e al parere non vincolante dei direttore dei Tg), le sedi all’estero, infatti, vengono assegnate anche con altre logiche. E a volte diventano un esilio dorato per ex direttori, ex parlamentari, ex presidenti di Regione e (di rado) anche per ex direttori di Rai Sport. Poco importa che non conoscano la lingua, i luoghi, le tradizioni o che non abbiano esperienza in quel settore. Salini, però, non avrà gioco facile a toccare lo scacchiere dei corrispondenti. Quelli storici rinnovano il contratto ogni due anni. Quelli nuovi (l’ultima infornata risale al luglio 2017) prevedono un preavviso di sei mesi prima di essere rimossi.

LA MAPPA ATTUALE, 11 SEDI e 22 GIORNALISTI – Ma andiamo con ordine e vediamo qual è lo stato dell’arte. Attualmente la Rai ha 11 sedi di corrispondenza all’estero. Dove lavorano 22 giornalisti. Eccole:
1) Bruxelles: Alberto Romagnoli (responsabile), Antonio Preziosi e Gavino Moretti;
2) Londra: Marco Varvello (responsabile) e Stefano Tura;
3) Berlino: Gennaro Pellino (responsabile) e Barbara Gruden;
4) Parigi: Alessandro Cassieri (responsabile), Stefano Ziantoni e Iman Sabbah.
5) Gerusalemme: Piero Marrazzo  (responsabile) e Carlo Paris;
6) Cairo: Giuseppe Bonavolontà;
7) Istanbul: Lucia Goracci (responsabile) e Carmela Giglio;
8) New York: Giovanna Botteri (responsabile), Oliviero Bergamini e Dario Laruffa;
9) Mosca: Marc Innaro (responsabile) e Sergio Paini;
10) Pechino: Claudio Pagliara;
11) Nairobi: Enzo Nucci.

DI BELLA E LA CASA BIANCA – Undici “bandierine” che presto potrebbero aumentare. In agenda, infatti, c’è l’apertura della sede di Washington. Una destinazione alla quale aveva fatto la bocca Antonio Di Bella prima che qualcuno pensasse bene di confermarlo a RaiNews24. La Rai, infatti, è l’unica rete televisiva di peso che non ha una sede nella Capitale degli States. Un limite grave, anche perché solo i giornalisti residenti a Washington hanno diritto alla tessera stampa della Casa Bianca, che dà accesso ai briefing dello staff del Presidente. Inoltre qui hanno sede i più importanti “think tank” del mondo e tutti i ministeri, tra cui il Pentagono. Argomentazioni che però non hanno convinto l’ex dg Mario Orfeo che ha preferito mandare una terza persona a New York. Chissà se Salini cambierà idea. A proposito di New York: se qualcuno pensa di spedire Montanari nella Grande Mela al posto della Botteri (che Giuseppina Paterniti vorrebbe come vice al Tg3) si sbaglia. Giovanna non avrebbe nessuna intenzione di muoversi.

UNA FINESTRA IN SUD AFRICA E IN SUD AMERICA – Altro spostamento in vista, poi, per la sede di Nairobi. La città africana prescelta per le corrispondenze, infatti, dovrebbe essere Johannesburg, motore politico ed economico del continente. Ma la Chiesa ha fatto le dovute pressioni perché si restasse in Kenya e fino ad ora il settimo piano non ha ceduto. Inoltre in Viale Mazzini si sta ragionando sull’apertura di una sede di corrispondenza in anche in Sud America. Quella di Rio de Janeiro, affidata ad Eugenio De Paoli in vista dell’Olimpiadi del 2016, è stata chiusa a fine Giochi. Altra città candidata, questa volta ad una riapertura, è Nuova Delhi (battezzata nel 2007, costava circa 150 mila euro l’anno ) che è stata chiusa insieme a Beirut e Madrid. Infine qualcuno culla la suggestione Dubai

PREZIOSI LASCIA BRUXELLES – Ma torniamo a Salini e al suo scacchiere dei corrispondenti utili a piazzare qualche dirigente “appeso”. Di sicuro sta per liberarsi un posto a Bruxelles, dove Antonio Preziosi lascerà per diventare direttore di Rai Parlamento. Prenderà il posto di Nicoletta Manzione (ecco un’altra dirigente senza incarico). La Manzione potrebbe accettare una sede di corrispondenza, così come la cosa potrebbe interessare anche alla Maggioni. Più arduo trovare una collocazione per Orfeo, che qualcuno avrebbe voluto a Rai Sport con delega ai diritti tv. Uno tra Montanari e Colucci, poi, sembra si accaserà a Rai Quirinale, struttura guidata dal 2013 da Mariolina Sattanino ora in vista del traguardo pensione. Una sistemazione, infine, bisognerà trovarla anche per Scipione Rossi: oltre due anni da “appeso” sono un record…