“La satira? Crozza ancora vive e combatte insieme a noi”, così la conduttrice ai microfoni di Rai Radio2.

“Ci sono un sacco di orfani di Pippo Kennedy Show e Ottavo Nano. Ogni tanto con Corrado Guzzanti ci pensiamo… .Intanto a novembre abbiamo fatto il trentennale della Tv delle Ragazze su Ra3. A me piace sempre fare cose nuove, il bello è cambiare, amo non andare sul seminato, altrimenti morirei di noia. Anche per questo nella mia carriera ho detto un sacco di no. Dire no è molto più difficile che dire di sì. I no sono complicati, io ci ho messo parecchio ad imparare, ma poi sono diventata un’esperta. Potrei farei dei master sui no, bisogna saperli dire. Il segreto di quei programmi è che era tutto pensato, scritto, studiato, provato. Era, quella, una televisione molto pensata, molto provata. Ora le prove sembrano un optional, ma quando c’è un grosso lavoro artigianale dietro sono importanti”. Serena Dandini è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino. La satira in Italia? “Ci sono degli ottimi esempi, Crozza ancora vive e combatte insieme a noi. Per fortuna, poi, sul web ci sono un sacco di spunti. C’è molta più libertà in internet, con il bene e il male che ciò comporta. Non avere un capostruttura che dice questo sì o questo no aiuta la libertà creativa. La rete è molto più libera e ricca di creatività”.

Sulla condizione della donna in Italia? “C’è ancora tanto da fare, basta guardare le statistiche di certi lavori dirigenziali, ricoperti per la maggior parte dagli uomini. E anche sul gap salariale, c’è ancora molto da fare. Ora sto preparando per Sky Arte una serie di puntate su alcune donne pioniere e valorose del passato. Quando vedi la fatica che hanno dovuto fare, capisci che molta strada è stata fatta. Delle volte, però, c’è la sensazione che si tenda a tornare indietro. Che certi diritti si diano per acquisiti. Non è così. Bisogna stare sempre attente, non ci si deve lasciare andare. Mi sono stufata che le donne per essere accettate debbano essere buone, simpatiche, meravigliose, laureate con 110 e lode, avere tutte le virtù. La vera parità ci sarà nel giorno in cui in Parlamento ci saranno tante cretine quanto i cretini che già ci stanno. Le molestie nei confronti del donne? È un fatto culturale, siamo un Paese in cui fino a ieri c’era il delitto d’onore, o lo stupro veniva considerato una violenza contro la morale e non contro la persona. Le leggi sono state fatte, ma ci vuole anche un tempo in cui vengano assunte. Bisogna andare nelle scuole a fare educazione civica, educazione sentimentale, educazione al rispetto degli altri. Il lavoro è lungo, ma siamo ottimisti”.

Approfondimenti