Giulio Rapetti Mogol, Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori.

Così il presidente in audizione davanti alle Commissioni congiunte Istruzione Senato e Cultura Camera per sollecitare l’approvazione della direttiva sul copyright.

“È un fatto di coscienza, non un fatto politico”, così Giulio Rapetti Mogol, Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori, in audizione davanti alle Commissioni congiunte Istruzione Senato e Cultura Camera, ha chiesto il sostegno di tutto il Parlamento nella battaglia per l’approvazione della Direttiva Copyright a livello europeo. Mogol ha sottolineato che per lui la parola “libertà” è sacra, ma se ne parla a sproposito quando si vuole appoggiare contro ogni logica le grandi piattaforme che guadagnano miliardi e non pagano gli autori. Rispondendo alle domande dei parlamentari, ha spiegato che, se si parla di sostegno alla creatività, l’idea di fissare una quota minima di musica italiana nelle programmazioni radiofoniche va nella direzione di prendersi cura della nostra cultura popolare, delle realtà più giovani e di quelle emergenti. Al di là delle formule che questa tutela assumerà, quello che conta per il presidente Siae è l’obiettivo principe: la promozione della creatività italiana, una battaglia di principio.

Nella stessa seduta è stato audito anche il predecessore Filippo Sugar, attualmente Consigliere di Sorveglianza, che si è soffermato sulla raccolta del diritto d’autore. “Come Siae – ha detto Sugar – dobbiamo rispettare la legge e oggi la legge non prevede più il monopolio in Italia ma la concorrenza tra società di gestione collettiva. Per questo c’è un motivo: nell’ambito della Direttiva Barnier queste società hanno gli stessi obblighi. Noi abbiamo sempre offerto di raccogliere diritti per altri e Siae lo fa già per 160 collecting. Ovviamente noi non possiamo discriminare, per cui dobbiamo offrire a tutti le stesse condizioni, come indica la Direttiva Barnier. La nostra posizione è che si può andare oltre facendo entrare le entità di gestione indipendente nell’intermediazione del diritto d’autore ma bisogna che ci siano parità di regole perché altrimenti non può esserci un mercato e soprattutto è necessario un soggetto che controlli, a garanzia degli autori e degli editori, che non può che essere Siae per le dimensioni e per la sua storia. In ogni caso, qualunque sistema si voglia creare, bisogna arrivare ad un punto dove c’è un one stop shop per gli utilizzatori. Attualmente è aperto un tavolo con Soundreef e anche con i gestori dei diritti connessi. A prescindere dalle norme, c’è una volontà del settore di trovare un’aggregazione per essere più funzionali ed efficienti”.

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