Sky Italia operatore telefonico dalla seconda metà del 2020

- Roma
Comcast CEO Brian Roberts is being honored as one of five innovators by The Inquirer. Profile photo of him shot, October 31, 2016, on the 51st floor of the Comcast Center overlooking the 2nd Comcast tower being built across the street. CLEM MURRAY / Staff Photographer

La tempistica rivelata dall’ad Maximo Ibarra allo staff. Intanto Andrea Zappia va a caccia di nuovi mercati...

Non è certo un segreto: Sky Italia – che ha già ottenuto le autorizzazioni dall’Agcom – oltre ai contenuti televisivi venderà in Italia anche pacchetti per la telefonia. Linea fissa e collegamento a Internet. Ma ora l’ad Maximo Ibarra scopre le carte anche sulla tempistica: “La seconda metà del 2020”. L’avrebbe comunicato – a quanto apprende Lo Specialista – lui stesso parlando con lo staff. Un ritardo del lancio dell’offerta rispetto alle previsioni iniziali dovuto alla necessità di entrare in un nuovo settore con un servizio che dovrà funzionare alla perfezione per evitare un danno d’immagine per il brand Sky. “Saremo l’hub delle case e delle famiglie italiane” va ripetendo Ibarra che già ha in mente la campagna di comunicazione: “Non ti preoccupare, pensiamo a tutto noi, dalla tv al telefono”.

LE PARTNERSHIP – Proprio per farsi trovare pronti, sono in corso le interlocuzioni con due partner: certamente Open Fiber (e probabilmente Fastweb) che dovranno garantire una rete in fibra preferibilmente fino alle abitazioni con copertura nella maggior parte delle città italiane. Ma se l’infrastruttura sarà in affitto, la gestione dell’utenza sarà tutta a carico di Sky, che con qualità e affidabilità del servizio dovrà cercare di farsi spazio in un settore assai competitivo. Il tutto a partire naturalmente dai clienti attivi, circa 5 milioni. Insomma la comodità di avere un solo fornitore e un solo interlocutore che si spera garantisca un’ottima assistenza. A proposito: sembra che SkyQ resterà il decoder dei contenuti tv e non integrerà anche la fibra. Per quella servirà un rooter a parte.

I NUOVI MERCATI – Nel frattempo l’americana Comcast, casa madre di Sky, riorganizza la governance e oltre a nuovi business (la telefonia appunto) guarda anche a nuovi mercati. Già al vertice di Sky nel Regno Unito, Stephen van Rooyen mette il cappello anche su Germania e Italia. Andrea Zappia, Chief Executive Continental Europe dal novembre 2018, dirigerà invece la divisione “new markets and business”. Ma che farà in realtà Zappia? Sembra che si occuperà essenzialmente di tre cose. Innanzitutto l’espansione del business Sky sui nuovi mercati internazionali. Mercati da coprire non certo con l’offerta via satellite ma soprattutto con Now Tv: offerta agile, niente contratto, costo contenuto e trasmessa tramite Internet. Modello Netflix insomma. Inoltre si occuperà dello sviluppo e del coordinamento dei contenuti di Sky Studios, il progetto che sarà realizzato entro il 2022 a nord di Londra, nel villaggio di Elstree: studi cinematografici e televisivi all’avanguardia, con 14 teatri di posa per un totale di 130 mila metri quadrati e 2 mila posti di lavoro a regime. Il tutto per aumentare la produzione di contenuti originali. Infine Zappia si occuperà dello sviluppo dell’informazione a livello globale con l’implementazione di un canale a livello europeo di news al quale sembra tenere in modo particolare Brian Roberts, ceo di Comcast.

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