“Sogno di una notte di mezza estate” di Riccardo Cavallo continua ad incantare

- Roma

Uno spettacolo che in tredici anni di rappresentazioni al Globe Theatre di Roma non ha perso la sua ventata di sana leggerezza.

Tredici anni in scena al Globe Theatre di Roma diretto da Gigi Proietti, sei anni senza il suo regista Riccardo Cavallo (scomparso nel 2013), ed ancora tanta vitalità: è “Sogno di una notte di mezza estate” che replicherà nel cuore di Villa Borghese ancora fino al 14 luglio (escluso i lunedì). È una produzione Politeama Srl con interpreti di alto livello (alcuni vantano nel curriculum il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Proietti) in grado di rendere contemporanee le pagine di William Shakespeare: fanno divertire un pubblico di tutte le età su un testo che si presta ad essere “sporcato” dandogli nuove tinte e colori negli intrecci d’amore e negli incantesimi di una notte magica trascorsa nei boschi.

Sono in 17 sul palcoscenico – in stretto ordine alfabetico, Claudia Balboni, Federica Bern, Sebastiano Colla, Martino Duane, Fabio Grossi, Valentina Marziali, Cristina Noci, Claudio Pallottini, Marco Paparella, Andrea Pirolli, Raffaele Proietti, Carlo Ragone, Alessio Sardelli, Marco Simeoli, Roberto Stocchi, Daniela Tosco – e riescono ad offrire i registri diversi richiesti con assoluta armonia.

Scriveva Riccardo Cavallo: “La grandezza di Shakespeare sta nell’aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche; quello degli amanti dominato dalle liriche d’amore; e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso aulico. Il mondo è folle e folle è l’amore. In questa grande follia della natura, l’attimo di felicità è breve. Un richiamo alla malinconia che accompagna tutta la vicenda”. Ma, aggiungiamo noi, se questa messa in scena regala momenti più introspettivi, questi sono oltremodo superati dalla leggerezza e gioia di vivere che emanano gli attimi più spensierati.

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