Sospeso Sanfilippo. Giro di vite sui social in casa Rai

- Roma
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Sette giorni a casa e senza paga al caporedattore del Giornale Radio per una “missiva aperta” su Facebook al “nemico” Matteo Salvini.

Può un libero cittadino criticare su Facebook un politico? Può scrivere una “missiva aperta” a Matteo Salvini? Può dirgli – dopo la caduta del governo – “ti sei impiccato da solo e io ne sono felice”? Può aggiungere – immaginando un crollo nei consensi – “tempo sei mesi ti spari nemico mio”? E può chiosare scrivendo “mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate”? Se è un giornalista Rai – nonostante le linee guida sui social di Viale Mazzini chieste dalla Vigilanza non siano ancora state diramate – la risposta è NO. Pena (lettera dell’ad Fabrizio Salini dell’11 novembre 2019) la sospensione di sette giorni dal lavoro e dalla retribuzione. E se insiste il licenziamento…

E questo nonostante il “colpevole” – Maurizio Fabio Sanfilippo, caporedattore del Giornale Radio – nel post su un profilo privato non abbia fatto alcun riferimento al ruolo ricoperto in Rai o al logo dell’Azienda, abbia agito fuori dai locali dell’azienda e con strumenti privati. Per il settimo piano, infatti, quel post di Sanfilippo del 4 settembre 2019 (ore 16.56) era a “carattere diffamatorio” nei confronti di Salvini e della minore, e “ha leso l’immagine dell’azienda soprattutto in considerazione del ruolo di giornalista del servizio pubblico”. Una condotta che secondo l’Azienda avrebbe violato “i doveri contrattuali e deontologici, rivenienti dal regolamento di disciplina, dal codice etico, dal testo unico dei doveri del giornalista e dalla carta di Treviso”.

Un procedimento nei confronti di Sanfilippo che l’avvocato difensore Enzo Iacovino ha definito “strumentale e illegittimo”. Anche perché Salvini non ha mai querelato Sanfilippo… Insomma, un eccesso di zelo e una “volontà punitiva già precostituita”. Quindi si passa al contrattacco con una bella iniziativa legale sia contro Salvini per aver definito “schifoso” il giornalista durante un comizio; sia contro Felice Ventura, responsabile del personale; e lo stesso Salini “per aver arbitrariamente e senza riserva alcuna definito diffamatorio il post di Sanfilippo nei confronti di terzi”. “Auspichiamo l’intervento dell’Associazione della Stampa romana, della Federazione nazionale della stampa oltre che dell’Ordine dei giornalisti” dichiara Iacovino. “Ma adiremo alle vie legali rivolgendoci al giudice del lavoro e alla Procura della Repubblica perché accertino eventuali responsabilità in questa vicenda che riguarda la salvaguardia di un diritto garantito dalla Costituzione”.

LA POSIZIONE DI STAMPA ROMANA – “A due mesi dal post criticabile su Facebook su Matteo Salvini (e sua figlia) è arrivata la decisione della Rai. Fabio Sanfilippo, collega del Giornale Radio Rai, è stato sospeso per sette giorni dal servizio e dallo stipendio. È la sanzione massima prima del licenziamento. La sanzione non è comminata per la prestazione lavorativa che Sanfilippo svolge per l’azienda di servizio pubblico ma punisce il collega per l’esercizio della libertà di espressione garantita ad ogni cittadino e ad ogni giornalista dalla Costituzione nei limiti previsti dalle leggi civili e penali e per i giornalisti dalle regole deontologiche dell’Ordine applicabili anche ai social. Come già ampiamente ricordato da Stampa Romana le aziende editoriali stanno intervenendo su quanto colleghi e colleghe esprimono sulle pagine personali dei social andando ben al di là delle previsioni dell’art 50 del contratto di lavoro. Questo non è accettabile, neanche per un post, quello di Sanfilippo, dal cui contenuto prendiamo le distanze e stigmatizziamo fermamente. Riteniamo urgente e indifferibile un intervento dell’Ordine dei giornalisti, presidio dell’autonomia professionale, culturale e democratica dei colleghi”.

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