Speciale Tg1: fuori Giorgino, dentro D’Aquino

- Roma

Rottura tra il direttore Giuseppe Carboni e l’anchorman - ora sostituito - che ha voluto condurre a braccio.

Bruno Vespa è in quarantena con il suo “Porta a Porta”. E nel frattempo volano gli ascolti del Tg1, sia dei notiziari sia degli “speciali”. Ma purtroppo a Saxa Rubra volano anche gli stracci. Ieri sera, ad esempio, “Speciale Tg1: Pandemia”, condotto da Francesco Giorgino in diretta e in prima serata, è stato visto da 5 milioni 610 mila telespettatori pari ad uno share del 18,6%. Numeri che stamane – a quanto apprende Lo Specialista – hanno convinto i vertici Rai a congratularsi con l’anchorman. Eppure il direttore Giuseppe Carboni ieri sera non sembrava molto soddisfatto. I boatos, infatti, raccontano che al termine della diretta abbia urlato proprio contro Giorgino. Perché? Abituato a condurre a braccio, il giornalista non ha voluto il gobbo. Cosa che invece Carboni avrebbe provato in tutti i modi ad imporgli per poter dare indicazioni in tempo reale al conduttore. Niente gobbo, niente Giorgino. E infatti stasera – con Laura Chimenti in quarantena preventiva – alla conduzione dello speciale Tg1 in seconda serata ci sarà Emma D’Aquino.

SMART WORKING – Ma ad innervosire gli animi del Tg1 c’è anche il coronavirus. In molti in redazione infatti sono sul piede di guerra per il fatto che il piano aziendale per lo Smart-Working – in piena emergenza sanitaria – sia operativo in altre redazioni ma non al Tg1. Sull’argomento sembra sia partita addirittura una raccolta firme. E c’è pure chi ha suggerito la soluzione per mettere in sicurezza il notiziario. Acquisto di una trentina di pc (costo stimato 3.500 euro l’uno) da assegnare a montatori e giornalisti affinché possano lavorare da remoto. Costo dell’operazione 100 mila euro per garantire al Paese che il Tg1 abbia sempre le telecamere accese. Un’ottima idea, sembrerebbe. E anche praticabile. Ma prima compriamo qualche mascherina…

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