La giornalista Maria Giovanna Maglie.

Le linee di produzione sarebbero attive, si prepara la scenografia nello studio a Roma, contattato un regista (interno).

“Vengo dopo il tg, vengo dopo il tg, vengooo e mi mettooo lì, per star vicino a ti”, cantava il grande Renzo Arbore al quale piaceva assai il telegiornale. D’altronde – era il ritornello – mi sfizia la notizia. Ebbene il telegiornale piace anche al “governo del cambiamento”, quello a trazione “giallo-verde” che in queste ore si è preso una pausa sulla Tav e ha deciso di “sfiziarsi” un po’ proprio sul Tg1. O meglio, sulla striscia di cinque minuti che dovrebbe andare in onda dopo il notiziario della sera e che – stando ai boatos – la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, vorrebbe affidare a Maria Giovanna Maglie. L’interessata, per la verità, non ha ancora sciolto la riserva. E su questo programma – che fa tornare alla memoria “il Fatto” di Enzo Biagi – ancora non si sa nulla di certo. Ma ficcanasando un po’, qualcosa si scopre.

La storica sede Rai di Via Teulada in Roma

Ciak si gira – Ad esempio – a quanto apprendo LoSpecialista.tv – di questo programma il cda Rai non ha mai sentito parlare. E sarebbe assai strano che partisse – in una posizione così strategica del palinsesto dell’ammiraglia – senza neanche un’informativa alla Sala Orsello. Cosa che probabilmente avverrà il prossimo 14 febbraio. Sì, perché il programma è davvero in rampa di lancio. Mancano le ultime firme, ma si dice che le linee di produzione siano attive. “Si sta preparando la scenografia nello studio di Teulada 3 a Roma – rivela una fonte Rai – ed è stato ingaggiato un regista (interno)”.

Il Segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani.

Il caso Tg1 nelle Maglie del governo – I vertici del Movimento 5 Stelle starebbero per chiedere per iscritto all’ad Fabrizio Salini – indicato proprio da loro al settimo piano – di dire no alla Maglie. Non si può far passare un profilo così – attaccano i grillini: “Raccomandata, legata palesemente al vecchio sistema politico e coinvolta in un caso di spese pazze proprio in Rai”. Una Rai meritocratica dalla quale la politica deve restare fuori. La Lega, dal canto suo, fa il tifo per l’approdo al più presto della Maglie sull’ammiraglia. E denuncia “una censura preventiva delle idee”. E al Segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani, che su Facebook ha fatto notare che “Maria Giovanna Maglie non risulta iscritta all’Ordine dei da circa 3 anni”, il Carroccio replica così: “La sua posizione all’Odg si sana pagando 300 euro”. Una cifra modica per venire dopo il tg…