Sul coronavirus i consigli dalla Cina di Giovanna Botteri

- Roma

La corrispondente Rai: “Non vedi il nemico, non sai da dove potrebbe arrivare e fa ancora più paura”.

“Questa è una guerra insidiosa perché non vedi il nemico, non sai da dove potrebbe arrivare e fa ancora più paura. Come in tutte le guerre, ti sostiene pensare che finirà e che non devi mai permettere al tuo lato più ‘bestiale’ di emergere. Devi rimanere la persona di prima. Nei momenti difficili le relazioni forti si rinsaldano, altre si perdono, capisci quali sono le cose importanti. Non dai più niente per scontato”. Sono i consigli agli italiani di Giovanna Botteri, corrispondente Rai dalla Cina. “Una donna – come recita il titolo dell’intervista di Solange Savagnone su Tv Sorrisi e Canzoni – in prima linea”. Consigli che vengono da una giornalista che ha raccontato gli Stati Uniti per dodici anni. Ma che soprattutto di guerra se ne intende: Bosnia, Algeria, Sudafrica, Iran, Kosovo, Afghanistan e Iraq dove nel 2003 ha seguito la Seconda guerra del Golfo.

TRUCCO E PARRUCCO – Una Botteri alle prese con una vita non certo da invidiare. Che vive sul fuso italiano, (sette ore avanti), che dorme quando può, che lavora dalle 11 di mattina (ora italiana) a volte fino all’una di notte, e che – per buona pace dei leoni da tastiera – non ha certo tempo per il parrucchiere e neanche per lo shopping: “Non ho tempo di pensare ad abiti e messa in piega – spiega -. Ho 40 maglie tutte uguali, blu o nere, con lo scollo a V”.

A CACCIA DI NEWS – Curioso, infine, per non dire inquietante, il modo in cui riesce a trovare notizie in una Cina blindata per il regime e per il coronavirus. Le notizie le trovo “dai due quotidiani principali in lingua inglese: il ‘China Daily’ e il ‘Global Tïmes’. – ha spiegato -. Un’altra fonte importante sono i social dove girano molte notizie non ufficiali e c’è un grande scambio di informazioni che a volte sfuggono al controllo”. Raccontare il paese da una zona blindata, dove tutte le immagini – quando si riescono a girare – sono controllate, e leggendo i giornali e i social. Non proprio il massimo del giornalismo. Si fa quel che si può. Una bella lezione di cinese…

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