Maria Giovanna Maglie, foto dal suo profilo Twitter

Giampaolo Rossi: “Una voce libera necessaria a spezzare il conformismo che da anni regna nel Servizio pubblico". Riccardo Laganà: “Il cda acquisisca carteggi sulle vicende giudiziarie della giornalista”.

Chissà se anche questa volta Eris, la Dea della Discordia, ci avrà scritto sopra “Alla più bella”. Quello che è certo è che il pomo lo lancerà di nuovo sul tavolo della Sala Orsello il prossimo 14 febbraio. In quel cda Rai si parlerà della riduzione dei compensi di “artisti” e collaboratori, a partire da Fabio Fazio e Bruno Vespa. Ma a giudicare dalle dichiarazioni di queste ore si litigherà anche (e parecchio) su Maria Giovanna Maglie. La giornalista, infatti, che dovrebbe partire con una striscia dopo il Tg1 da lunedì 25 febbraio, rischia di diventare una vera bomba ad orologeria per il settimo piano. La “sovranista” piace a Matteo Salvini (“la stimo da lettore”), è raccomandata dal presidente Marcello Foa (e dal direttore di Rai1, Teresa De Santis) e oggi è stata difesa apertamente dal consigliere Giampaolo Rossi: Contro di lei “una vera e propria persecuzione ideologica”. È “un’intellettuale libera che in questi ultimi anni ha assunto posizioni coraggiose su sovranismo e
identità occidentale”. “Una voce libera necessaria a spezzare il conformismo che da anni regna nel Servizio pubblico”. “Una delle migliori giornaliste italiane – la chiosa di Rossi – ed una delle più acute analiste del nostro tempo”.

Giampaolo Rossi e Marcello Foa

Non sembra pensarla allo stesso modo, invece, il consigliere eletto dai dipendenti Rai, Riccardo Laganà. “Vengano acquisiti in cda Rai i carteggi relativi alle vicende giudiziarie della signora Maglie”, ha tuonato oggi in riferimento “alle presunte spese di corrispondenza di svariati milioni di lire in un anno e mezzo, dal gennaio del ’92 al giugno del ’93, per le quali la predetta sarebbe stata oggetto di un audit interno dell’azienda e di una indagine della magistratura. La stessa Maria Giovanna Maglie sarebbe poi stata costretta a lasciare la Rai a seguito delle asserite contestazioni”. Ma Laganà non ne fa solo una questione di soldi: “A parte ciò, auspico che vengano quanto prima illustrate in cda anche le ragioni che hanno portato ad individuare nel vasto panorama giornalistico interno e esterno proprio la signora Maglie come il profilo più adatto ad occupare uno spazio giornalistico di pregiato rilievo e che fu onorato a suo tempo dal mai troppo compianto Enzo Biagi“. Una posizione che sarà appoggiata con ogni probabilità dal consigliere Rita Borioni. Ma i giallo-verdi hanno i numeri per portare avanti la loro “Rai del cambiamento”.

Riccardo Laganà