Mina direttore artistico ed Amadeus conduttore? Il dado non è ancora tratto. Nella seconda settimana di maggio tavolo di lavoro voluto dall’ad Rai.

“La polemica sul verdetto di #Sanremo2019 e sul meccanismo di votazione è positiva e costruttiva perché riporta al centro della discussione le canzoni e la gara come si conviene ad ogni buon festival. E questo lo è stato. Indipendentemente dal nostro gradimento sul vincitore”, è un post del 10 febbraio scorso, all’indomani della chiusura del festival, targato Giancarlo Leone, attuale presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi ed Amministratore Delegato Q10 Media, che da direttore di Rai1 ha avuto alla conduzione dei suoi festival Fabio Fazio e Carlo Conti. Un post che racchiude l’essenza costruttiva del dietro le quinte di Sanremo 2020 per cui in Viale Mazzini c’è tanto fermento in questo ore con un “totonomine” che vuole Mina a direttore artistico e Amadeus alla conduzione. Ma ci vuole tanto “Salini” nella “zucca” per trovare una soluzione ad una Rai “Cenerentola”. A tirare le fila di questo via vai canoro alla vigilia delle elezioni europee, da non sottovalutare dato che si tratta di Viale Mazzini, c’è Andrea Scarpa con la sua analisi sul Messaggero di martedì 16 aprile 2019 (a pagina 26), che parla (nell’ordine) di “opportune verifiche”, “stupore”, “interesse” e “speranza” da parte di Fabrizio Salini, l’amministratore delegato della Rai, leggendo l’intervista de II Messaggero a Massimiliano Pani, figlio della Tigre di Cremona e produttore e arrangiatore dei suoi dischi, sulla “clamorosa disponibilità di Mina ad assumere l’incarico di direttrice artistica della 70esima edizione del Festival di Sanremo”.

Queste le sue parole: “Se la Rai le chiedesse di scegliere i brani in gara, e le permettesse di mantenere la sua visione artistica, credo proprio che accetterebbe”. E Salini? “Mina è Mina. E di fronte a un’apertura come questa manifesto tutto il mio interesse e quello dell’azienda. Chiamerò Massimiliano Pani nei prossimi giorni per dirgli che siamo ovviamente disponibili, per uno o più incontri, per ascoltarlo e ragionare sul futuro del Festival”. Quali i prossimi step per definire l’edizione 70 di Sanremo? “Per la seconda settimana di maggio abbiamo organizzato un incontro, a Milano, con alcuni professionisti del settore musicale per discutere di composizione delle giurie, meccanismi di voto e possibili conflitti di interesse. Con il loro contributo speriamo di trovare le opportune soluzioni per fare un festival sempre migliore”, l’ad dixit.

E a questo tavolo da lui voluto “sono stati invitati, per ora, professionisti dai curriculum importanti e inattaccabili come Stefano Senardi, 63 anni (produttore discografico e direttore artistico, artefice delle carriere di Zucchero, Franco Battiato, Subsonica, Afterhours e tanti altri), Francesco Barbaro, 55 (produttore e manager di Carmen Consoli, Max Gazzè, Levante etc.), Massimo Bonelli, 44 (musicista e produttore), Enzo Mazza, 53 (presidente della Fimi, la Federazione Industria Musicale Italiana), Caterina Caselli e suo figlio Filippo Sugar, 73 e 47 (di fatto i titolari della più importante etichetta discografica italiana, la Sugar, lui è stato anche presidente della Siae dal 2015 al 2018), Andrea Spinelli, 55 (giornalista musicale di lungo corso, noto per competenza e integrità professionale, e storico presidente della sala stampa del Festival). A loro vanno aggiunti un cantante di primissimo livello, un esperto di sondaggi, un rappresentante della radiofonia Rai. Nomi da definire nei prossimi giorni, a cavallo delle festività pasquali”. La saga festivaliera to be continued…

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