Tar sospende delibere Agcom su spot e pluralismo Rai

- Roma

Il 15 e il 22 aprile trattazione collegiale in camera di consiglio. Congelata la multa di 1,5 milioni.

Sospesi gli effetti delle delibere con le quali l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – nella riunione di giovedì 13 febbraio 2020 – ha accertato alcune violazioni degli obblighi di contratto di servizio da parte della Rai. Lo ha stabilito il Tar del Lazio fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 15 aprile 2020, per la delibera sul pluralismo, e del 22 aprile per quella sugli spot. Secondo l’Agcom la Rai non ha rispettato i “principi di indipendenza, imparzialità e pluralismo, riferito a tutte le diverse condizioni e opzioni sociali, culturali e politiche, così da garantire l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività, nel rispetto della dignità della persona, del diritto e dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto ad essere informati”. E per questo la tv di Stato ha ricevuto una sanzione di 1,5 milioni (voto contrario del Commissario Morcellini e astensione del Commissario Posteraro). Sanzione ora congelata.

PRICING SPOT – Invitando Viale Mazzini a ripristinare il rispetto del contratto di servizio, l’Agcom aveva inoltre accertato – questa vola all’unanimità – il mancato rispetto dei principi di non discriminazione e trasparenza, in relazione al pricing effettivamente praticato, dalla concessionaria Rai, nella vendita degli spazi pubblicitari. Di conseguenza, l’Autorità aveva diffidato la Rai a cessare immediatamente i comportamenti contestati, anche al fine di consentire ad Agcom la verifica del corretto utilizzo delle risorse pubbliche (canone) e private (pubblicità) per il finanziamento delle attività e della programmazione di servizio pubblico. Ma anche qui il Tar si riserva di decidere il 22 aprile prossimo.

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