Teresa De Santis fa causa alla Rai: mobbing e demansionamento

- Roma
L'ex direttore di Rai1, Teresa De Santis.

L’ex direttore di Rai1 prepara l’azione legale. E a Salini, dopo il “suo” Sanremo, fa sapere: “Forse tanto male non ero".

Dopo l’estate, con il cambio di governo, Teresa De Santis, con la sua etichetta di “sovranista”, lo aveva detto: “Piacerebbe a qualcuno che io mi vedessi come agnello sacrificale. Sentirsi vittime è il primo passo per condiscendere alla sconfitta”. Ma le difficoltà che avrebbe incontrato in Azienda nella nuova stagione giallo-rossa non le sfuggivano: “In Rai non sai mai quando ti arriverà una coltellata, ma la cosa certa è che ti arriverà dal tuo migliore amico”. E infatti la coltellata è arrivata proprio alla vigilia della presentazione del festival di Sanremo. E a raccogliere i frutti della notorietà, seduto in prima fila all’Ariston al fianco dell’ad Fabrizio Salini, è stato il suo successore Stefano Coletta. Ma lei, al momento della sostituzione, Salini lo aveva avvertito: “Non è finita qui. Forse non l’hai capito, ma io tengo duro dal tempi della Prima Repubblica…”. E infatti ora si va in tribunale.

L’ormai ex direttore di Rai1, Teresa De Santis, “ha avviato la causa nei confronti della Rai: chiede di essere tutelata nelle sedi competenti per la sua rimozione dall’incarico proprio alla vigilia del Festival che lei stessa ha ideato e che ha ottenuto ascolti record”. Lo scrive stamane Il Corriere della Sera. E Gianluca Roselli su Il Fatto Quotidiano del 9 febbraio aggiunge: “Teresa De Santis guarda la manifestazione e i dati Auditel con orgoglio, perché è stata lei a organizzare la kermesse canora e a volere Amadeus alla conduzione. Ma anche con rabbia, perché nessuno in questi giorni ha speso una parola nei suoi confronti. Lo ha fatto solo ieri il presidente della Rai Marcello Foa (che fu suo sponsor), davanti alle telecamere dei tg. ‘Va dato merito a Teresa De Santis, che in queste ore è stata un po’ dimenticata nel flusso delle notizie del Festival. È stata lei a volere fortemente Amadeus e ha avuto ragione. Lei ha impostato questa edizione, senza nulla togliere a Coletta…’”.

Rimossa proprio alla vigilia della kermesse, la De Santis passa dunque al contrattacco. “Due giorni fa – sottolinea Roselli – si è recata allo Studio D’Amati, a Roma, specializzato in diritto del lavoro e della persona, per mettere in piedi un’azione legale per mobbing e demansionamento. A nessuno, a suo dire, in azienda è stato riservato il trattamento che ha avuto a lei”. Ha voluto fortemente Amadeus ben sapendo che si sarebbe portato dietro il “talismano” Fiorello. Ha convinto Salini, con l’aiuto di Antonio Marano, che sembra che invece volesse Alessandro Cattelan (anche se lui nega…). E aveva immaginato una versione del festival in cui condannare la violenza sulle donne (ma senza Rula Jebreal) e con una partecipazione corale dei grandi volti Rai. “Ho lasciato Rai1 al + 1,2% nel prime time e + 0,80% nel day time. E ora il record del Festival. Forse tanto male non ero…”, fa sapere a chi le sta vicino. Ora mancano da assegnare due delle nove super direzioni previste dal piano industriale: “approfondimenti” (per la quale corre Antonio Di Bella) e “Nuovi format e digital” (che sembra sarà affidata a seguito di job posting). Se Salini vuole fare la pace – ed evitare di lasciare “appesa” la De Santis – il modo lo trova. Il nuovo cda è dietro l’angolo.

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