È scomparso a 77 anni nella sua casa di Roma. Poeta, regista, sceneggiatore. Variety ne celebra gli Oscar. Le Monde lo ricorda come il “cineasta della trasgressione”.

“Ciao Bernardo, grazie di tutto. Continueremo a imparare il cinema costruendo sale dove goderlo, nelle nostre caverne di Platone ‘dove nascono le idee’ ti proietteremo ancora e ancora. Una pellicola dopo l’altra. Grazie maestro Bertolucci”, il ricordo dei ragazzi del Cinema America è diretto e spontaneo nel saluto al cineasta Bernardo Bertolucci morto oggi, lunedì 26 novembre, alle 7 nella sua casa di Roma. Domani, martedì 27 novembre, dalle ore 10 alle 19, in Campidoglio (Sala della Protomoteca) sarà allestita la camera ardente. “Un visionario, un intellettuale, soprattutto un sognatore. Meno di venti film in quasi cinquant’anni di carriera sono troppo pochi per uno dei più grandi registi del mondo”, lo racconta così la critica cinematografica Emanuela Martini, alla guida del Torino Film Festival ora in corso, che lo celebrerà proiettando un breve montaggio prima dei film in programmazione e dedicandogli l’intera giornata di domenica 2 dicembre al Cinema Massimo.

“Il conformista”, “Il tè nel deserto”, “Io ballo da sola”, “La tragedia di un uomo ridicolo”, “L’ultimo tango a Parigi”, “Novecento” e “L’ultimo imperatore” – che ha vinto, nel 1988, 9 premi Oscar tra i quali miglior regia e miglior sceneggiatura – sono solo alcuni titoli dei sedici capolavori diretti da Bernardo Bertolucci, regista, sceneggiatore e poeta, scomparso a 77 anni (era nato a Parma il 16 marzo 1941). Sui social rimbalzano attestazioni di infinita stima. I Negramaro twittano: “Genio infinito”. Tra i ricordi emblematici quello di Francesco Rutelli, presidente dell’Anica, che racconta della proiezione, sul finire degli anni ‘70, di “Ultimo tango a Parigi” nella sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina a Roma: “Ottenemmo da Bertolucci una copia del film, di cui era stata decretata la distruzione, come forma di disobbedienza civile a quell’ordine assurdo. Al termine della proiezione, un funzionario della questura pretese la ‘pizza’ del film per consegnarla all’autorità giudiziaria, ma accettò tacitamente di ricevere da noi un’altra pizza, di un altro film. Così l’originale fu salvato e restituito a Bertolucci”.

I ricordi si moltiplicano. “La sua inesauribile creatività lo ha portato a realizzare capolavori ricchi di vera poesia, nati spesso da scelte coraggiose”, dice il direttore generale di Siae Gaetano Blandini. “I suoi film hanno attraversato quasi mezzo secolo di storia del cinema. Capolavori come ‘Prima della rivoluzione’, ‘Novecento’, ‘Ultimo tango a Parigi’ e ‘L’ultimo Imperatore’ – solo per citarne alcuni – sono entrati a pieno diritto nell’immaginario collettivo, travalicando i confini nazionali per diventare pietre miliari del cinema mondiale”, afferma Carlo Fontana, presidente dell’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). “Autore italiano tra i più apprezzati al mondo, ha portato avanti con opere di ogni budget e ambientazione una poetica coerente sviluppata in ogni latitudine, stile, collaborazioni, a favore dell’individuo alle prese con una realtà foriera di disagio e inadeguatezza, e con una capacità costante nello scoprire giovani talenti sia in Italia che all’estero. Dal successo trionfale (e dai guai giudiziari) per ‘Ultimo tango a Parigi’ ai nove Oscar per ‘L’ultimo imperatore’, Bertolucci ha saputo narrare provinciali e borghesi, partigiani e industriali, imperatori e individui comuni con sensibilità e partecipazione emotiva, facendo del suo cinema un corpus indelebile”, scrivono in una nota le Associazioni dell’Esercizio cinematografico italiano Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), Anem (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex), Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) e Fice (Federazione Italiana dei Cinema d’Essai).

La Rai e La7 sono tra le prime reti a rivoluzionare la programmazione odierna per celebrarlo. “Con Bertolucci l’Italia e il mondo intero perdono un protagonista assoluto dell’arte e della cultura. Le sue opere hanno segnato la storia della cinematografia mondiale, la sua inarrivabile capacità di mescolare la bellezza con la complessità dell’animo umano gli ha consentito di raccontare storie semplici e grandi affreschi storici con la stessa identica maestria”, dichiarano in una nota a nome di tutta la Rai il presidente Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini. La sua fama oltreoceano è salutata da Variety come “un talento prodigioso fin da giovane”, ricordando il primo premio da lui ritirato, che fu per le sue parole in versi: “Figlio del noto poeta e scrittore Attilio Bertolucci, egli stesso ha vinto un premio per la poesia all’età di 21 anni, poi ha deciso di diventare un regista”. Unico italiano ad essere stato insignito di un Oscar alla regia, nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64esimo festival di Cannes. In Francia, Le Monde oggi lo ricorda come “il cineasta della trasgressione”.

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