Il caporedattore centrale Enrico Testa messo in panchina da Auro Bulbarelli è sul piede di guerra e minaccia un ricorso all’Autorità giudiziaria competente. Non escludendo azioni per responsabilità personali.

Nel bel mezzo del Giro d’Italia, una brutta caduta si abbatte sulla “carovana” di RaiSport. E trai i “ciclisti” coinvolti c’è anche la “maglia rosa” Auro Bulbarelli. A rendere l’asfalto particolarmente scivoloso – a quanto apprende loSpecialista.tv – è uno storico “gregario”, il giornalista di RaiSport Enrico Testa. Stamane ha fatto recapitare dall’avvocato Enzo Iacovino una diffida a tutto il vertice Rai, al direttore di RaiSport Bulbarelli e al cdr di RaiSport. Testa – si legge nelle diffida – è stato caporedattore centrale, con l’incarico del coordinamento editoriale di tutti i programmi di RaiSport, fino a gennaio del 2019. Il 13 marzo 2019 – senza che la nuova direzione gli prospettasse le tre ipotesi di mansioni entro 40 giorni dalla scadenza del mandato – è stato trasferito con una mail alla struttura coordinamento (senza alcuna responsabilità) e contemporaneamente è stato predisposto un job posting (15 marzo 2019) per la figura di caporedattore di line. Insomma, allo storico “gregario” – senza fornire spiegazioni – hanno chiesto di scendere dalla bici e si sono messi a cercare un sostituto.

Con la diffida di oggi, Testa impugna la sua destituzione dalla funzione di caporedattore centrale della redazione RaiSport, in quanto non comunicata ai sensi di legge e di contratto e in quanto non assistita da doverosa offerta per la scelta tra tre mansioni alternative; e formalizza la propria disponibilità a ricoprire, previa ricognizione preventiva, le mansioni di caporedattore centrale della redazione calcio di RaiSport. Una brutta vicenda che – come si legge nelle carte – qualora dal settimo piano, da Bulbarelli e dal cdr di RaiSport non dovessero arrivare le giuste argomentazioni, potrebbe finire sui tavoli “dell’Autorità giudiziaria competente per il riconoscimento delle esposte ragioni e per i provvedimenti esecutivi, anche urgenti e cautelari, da portare ad esito in esclusivo danno di Rai” e di chi ha agito in nome e per conto dell’azienda. Coinvolto anche il cdr affinché faccia chiarezza sulle procedure informative, la violazione delle quali comporterebbe l’illegittimità di ogni atto adottato. Ora l’azienda avrà 30 giorni per rispondere. Vedremo come finirà la tappa e chi tra Testa e Bulbarelli vincerà il “Giro”.

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