Fabio Leli promuove “L’unione falla forse”.

Il 5 giugno 2016 in Italia vengono introdotte le unioni civili: le coppie omosessuali possono istituzionalizzare il proprio amore, e gli omofobi sono riscesi in piazza. Il 33enne cineasta Fabio Leli fotografa questa situazione intrecciando la vita delle famiglie omogenitoriali alle teorie degli esponenti anti-Lgbt in “L’unione falla forse”. “L’omofobia nel 2019 esiste ancora e si è evoluta nascondendosi sotto lo slogan: Difendiamo la famiglia”, osserva Leli che ha avuto l’esigenza di realizzare questo film per “comprendere l’evoluzione esponenziale (o involuzione, a seconda dei punti di vista) di alcuni movimenti associativi che attraverso manifestazioni, spazi mediatici, campagne sui social network e varie pubblicazioni, urlano al mondo intero la loro preoccupazione per l’incolumità della famiglia eterosessuale e dei bambini, a causa delle unioni omosessuali”. La lente di Leli mette in evidenza tante contraddizioni della nostra società su cui è utile riflettere. Al momento il film sta girando per festival in Italia ed all’estero, il prossimo appuntamento è il 1 agosto ad Ariano Irpino (Av).

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