Sfilerà alla Croisette per il film in concorso "Portrait de la jeune fille en feu" di Céline Sciamma. Intanto, al Bifest ritira il Federico Fellini Platinum Award.

L’esordio al cinema nel 1983 con Lina Wertmuller che la scelse, appena sedicenne, per “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada”. “Fu un caso fortuito. Io facevo la modella già da un paio d’anni e vivevo ad Atene. Un giorno andai a Napoli per vedere mio padre e prima di tornare in Grecia mi fermai a Roma da una mia zia. Ero già per strada pronta a ripartire quando mia zia mi chiamò dal balcone di casa chiedendomi di tornare indietro. Aveva appena parlato al telefono con la sua amica Lina Wertmüller che stava cercando una ragazza della mia età per il suo prossimo film”. È Valeria Golino che al Teatro Petruzzelli di Bari ritira il Federico Fellini Platinum Award del Bifest 2019. Di premi ne ha vinti moltissimi, anche con il suo esordio da regista con “Miele”, poi seguito da “Euforia”. “La voglia di dirigere un film ce l’avevo da tanto tempo anche se non ne parlavo. L’ho fatto più tardi di quando avrei voluto, a 45 anni, perché fino ad allora non ne avevo avuto il tempo né avevo molta fiducia in me stessa. Sono stata convinta dall’incoraggiamento di Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri, i miei produttori”. Dopo tanti film, Valeria Golino non ha perso la passione per il suo lavoro di attrice. “Quando mi stupisco durante la lavorazione di un film è un fatto molto vivificante, mi fa ricordare le ragioni della mia scelta di intraprendere questa professione”. Sulla prospettiva di fare un terzo film da regista, Valeria Golino “glissa” dicendo di non avere ancora l’idea giusta. Intanto, però, il pubblico e la critica dell’imminente Festival di Cannes potrà ammirarla nel film in concorso “Portrait de la jeune fille en feu” di Céline Sciamma. “Interpreto il mio primo ruolo di una ‘vecchia’, un ruolo talmente malinconico che inizialmente non volevo fare il film ma Céline ha tanto insistito, diceva che non riusciva a pensare ad un’altra attrice per quella parte. È stato comunque un ruolo poco impegnativo, soprattutto in termini di tempo perché dopo avere trascorso due anni alle prese con una esperienza così totalizzante come quella di ‘Euforia’, oggi sento l’esigenza di non lavorare troppo e di farlo solo con registi miei amici”.

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