Vigilanza Rai: 18 emendamenti alla risoluzione sui social

- Roma
Il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Alberto Barachini (FI).

Ben 17 del M5S – che dei social fa un vessillo di libertà - e uno della Lega. Mercoledì 2 ottobre l’approvazione.

Salvo sorprese, la commissione di Vigilanza sulla Rai si riunirà mercoledì 2 ottobre alle ore 14 e all’ordine del giorno ci sarà la risoluzione sui “princìpi di indirizzo e linee guida sull’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti e collaboratori della Rai”. I relatori sono il presidente Alberto Barachini e il segretario Michele Anzaldi, e prima dell’approvazione andranno vagliati 18 emendamenti, 17 del Movimento 5 Stelle e uno della Lega. Emendamenti che non spostano la sostanza del testo. I grillini – che trattandosi di social si trovano su un terreno scivoloso – stanno tentando di ammorbidire la risoluzione allungandone i tempi, addolcendone i divieti e i profili sanzionatori nei confronti dei dipendenti Rai. Ma a San Macuto sono certi che la risoluzione, con o senza i 5Stelle, sarà approvata. E – a quanto apprende Lo Specialista – sembra che la Rai a quel punto si dovrà impegnare ad adottare il “codice interno” sui social. E dovrà farlo “entro due mesi” (e non sei come chiesto dai grillini in uno degli emendamenti) dall’approvazione della risoluzione.

SALINI IL TEMPOREGGIATORE – Ma visto che quel “codice” è pronto, e lo stesso ad Rai Fabrizio Salini ne ha commissionato la scrittura alle sue strutture, perché non giocare d’anticipo sul Parlamento? Forse per difendersi dagli attacchi prevedibili del sindacato, dell’ordine dei giornalisti e degli stessi dipendenti. Meglio avere l’“ombrello” dell’editore. Il Parlamento appunto… Comunque i trasgressori possono stare tranquilli: eventuali provvedimenti disciplinari saranno adottati “nel rispetto delle norme in materia di licenziamento disciplinare e delle competenze dell’autorità giudiziaria”. Con un like e una faccina, insomma, non si rischia certo il posto di lavoro.

LA NUOVA VIGILANZA – Con il terremoto del governo giallorosso, scosse d’assestamento giungono fino a San Macuto. Piccole per la verità. Anche perché i regolamenti interni alla bicamerale fotografano la situazione dei gruppi all’inizio della Legislatura e non costringono i commissari – che nel frattempo hanno cambiato casacca e gruppo d’appartenenza come i renziani – a dimettersi. In quest’autunno, insomma, avremo una nuova maggioranza a San Macuto – con M5S (14 commissari), Pd (5), Iv (2) e Leu (2) – che può contare su ben 23 voti contro i 16 dell’opposizione – Fi (7 commissari), Lega (7) e FdI (2). Il tutto con Pierferdinando Casini a fare da battitore libero. Il Movimento 5 Stelle cambia il capogruppo: al posto di Gianluigi Paragone (voce critica nella nuova stagione grillina “resto fino a quando non mi sbattono fuori”) arriva Francesca Flati; Il Pd perde i due renziani Michele Anzaldi e Davide Faraone e deve cercarsi un nuovo capogruppo. Inoltre deve sostituite Salvatore Margiotta approdato al ministero delle Infrastrutture. Italia Viva a sua volta sembra che nominerà Faraone capogruppo, in modo tale che sia lui sia Anzaldi – attualmente Segretario della commissione – possano partecipare agli uffici di presidenza. L’approvazione all’unanimità della risoluzione sui social è un bel banco di prova per i giallorossi. E proprio sulla Rai già nei prossimi mesi si giocheranno molte altre partite…