Vittorio Feltri: “Mi sono dimesso dal Disordine dei giornalisti”

- Roma

Il direttore parla di “stile becero e comunista” e aggiunge: “Preferisco abbandonare questa gabbia di incompetenti”.

A 77 anni – e dopo 51 nelle “mefitica prigione”, “un ente inutile e dannoso” – Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero, lascia l’Ordine dei giornalisti. E lo fa con un editoriale, pubblicato stamane sul suo giornale, in cui – come nel suo stile – non ha certo peli sulla lingua. “II dado è tratto. Mi sono dimesso dal Disordine dei giornalisti, perché lo ritengo indegno di avermi tra i suoi iscritti. Esso mi ha perseguitato per anni…” Feltri denuncia di essere stato avvolto “in una nuvola di fumus persecutionis” (e non manca di citare alcuni casi che hanno portato alla sua assoluzione), descrive uno “stile becero e fascista o, meglio, comunista” e parla di “gabbia di incompetenti”. “Rimango direttore editoriale e consigliere di amministrazione – è la chiosa – i miei articoli di cittadino con l’esigenza di esprimere le proprie opinioni, se saranno accettati dal direttore, usciranno. Viva l’Atalanta, abbasso l’Ordine”.

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