Evento Unesco ad Addis Abeba. A Roma due iniziative organizzate dalla Fnsi. Mogherini: “L’Ue ribadisce la propria determinazione a difendere la libertà di stampa e dei media all'interno dei suoi confini e in tutto il mondo”.

Il 3 maggio si celebra la Giornata internazionale per la libertà di stampa. Fu proclamata nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dietro raccomandazione della Conferenza Generale dell’Unesco. Il giorno fu scelto per ricordare il seminario dell’Unesco per promuovere l’indipendenza e il pluralismo della stampa africana (Promoting an Independent and Pluralistic African Press) tenutosi dal 29 aprile al 3 maggio del 1991 a Windhoek (Namibia). Questo incontro portò alla redazione della Dichiarazione di Windhoek. Il documento è un’affermazione dei principi in difesa della libertà di stampa, del pluralismo e dell’indipendenza dei media come elementi fondamentali per la difesa della democrazia e il rispetto dei diritti umani. La Dichiarazione fa un richiamo esplicito all’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo il quale stabilisce che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione, tale diritto include la libertà di opinione senza interferenze e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza frontiere”.

In occasione di questa XXVI Giornata mondiale della libertà di stampa, in Italia l’appuntamento è a Roma con due iniziative organizzate dalla Federazione nazionale della Stampa italiana insieme con Usigrai, Ordine dei giornalisti del Lazio, associazione Articolo21, Amnesty International Italia e Rete NoBavaglio. Alle 10.30 sit-in in piazza Santi Apostoli, nei pressi degli Uffici della Rappresentanza dell’Unione Europea, insieme con alcuni ospiti internazionali come Jan Krempasky, giornalista slovacco; Manuel Delia, reporter maltese; Asmae Dachan, giornalista e scrittrice siriana; Fazila Mat, ricercatrice turca dell’Osservatorio Balcani e Caucaso. Sarà anche l’occasione per ricordare Daphne Caruana Galizia, Jan Kuciak, Victoria Marinova, Lyra McKee. Alle 16, nella sede del sindacato, in corso Vittorio Emanuele II 349, verrà presentata e firmata la Carta di Assisi: manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole. Un evento in cui sono coinvolti giornalisti, associazioni, religiosi, intellettuali a salvaguardia della buona informazione e del linguaggio improntato al rispetto, alla veridicità e alla responsabilità. Interverranno, fra gli altri: padre Mauro Gambetti e padre Enzo Fortunato, custode e portavoce del Sacro Convento di San Francesco di Assisi; padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica; Salah Ramadan Elsayed, imam della Grande Moschea di Roma; Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, Paolo Ruffini, ministro per l’informazione vaticana. Con loro, rappresentanti della Fnsi, delle Associazioni regionali di Stampa, di Articolo21, Usigrai, Odg Lazio, Amnesty International Italia, Rete NoBavaglio, associazione Giornalisti amici di padre Dall’Oglio, Ucsi. Hanno aderito inoltre: associazione Amici di Roberto Morrione, associazione Carta di Roma, associazione Giulia Giornaliste, Centro Astalli, Libera Informazione. L’incontro sarà coordinato da Roberto Natale, responsabile del Comitato scientifico di Articolo21.

L’evento principale del World Press Freedom Day 2019 promosso dall’Unesco è in corso ad Addis Abeba, in Etiopia. Il tema scelto per le celebrazioni in tutto il mondo è “Media e democrazia. Il ruolo del giornalismo nel racconto delle elezioni al tempo della disinformazione”. “In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa celebriamo il ruolo essenziale della stampa libera che non solo è fonte di notizie affidabili e veritiere, ma costituisce anche un pilastro della democrazia. La qualità dei processi democratici è strettamente connessa con i livelli della libertà di espressione e anche della libertà e del pluralismo dei mezzi di comunicazione: non c’è democrazia senza una stampa veramente libera”, dichiara l’alta rappresentante Federica Mogherini a nome dell’Unione europea. “Mezzi di comunicazione liberi, diversificati e indipendenti sono la base stessa di una società pluralista e aperta, e la loro responsabilità è grande: garantire al pubblico informazioni verificate e corrette. Il giornalismo investigativo svolge un irrinunciabile ruolo di controllo che aiuta il pubblico a far sì che i governi e le istituzioni, a tutti i livelli, rispondano delle loro azioni e rispettino i loro obblighi. Tuttavia, sempre più spesso siamo testimoni di tentativi che mirano a ridurre lo spazio di libertà dei media, anche compromettendone sistematicamente la credibilità, e troppi giornalisti hanno perso la vita o l’hanno messa in pericolo per aver rivelato verità scomode”. Mogherini sottolinea: “La 26a commemorazione mondiale di quest’anno verte sulle sfide cui i mezzi di comunicazione si trovano confrontati quando le elezioni si svolgono in tempi dominati dalla disinformazione, ma evidenzia anche il potenziale dei media per sostenere la democrazia, la pace e la riconciliazione. La disinformazione può avere un forte impatto negativo sui processi democratici e sui dibattiti pubblici in tutto il mondo, e l’Unione europea non fa eccezione. Per questo motivo – dice – abbiamo lanciato il ‘Piano d’azione dell’UE contro la disinformazione’ (il 5 dicembre 2018 la Commissione e l’Alta rappresentante hanno adottato la comunicazione congiunta che definisce un piano d’azione contro la disinformazione, ndr), che rafforza la risposta europea per rendere le nostre società più resilienti alla disinformazione. Il piano mira a migliorare il riconoscimento delle notizie false, coordinare e integrare meglio le azioni dell’Unione e degli Stati membri, mobilitare il settore privato perché mantenga gli impegni presi, sensibilizzare l’opinione pubblica e rafforzare il ruolo svolto dai cittadini. Una democrazia sana si basa su un dibattito pubblico aperto, libero ed equo: è nostro dovere proteggere questo spazio e non consentire a nessuno di diffondere notizie false che alimentino l’odio, la divisione e la sfiducia nei confronti della democrazia. L’UE – ricorda – promuove mezzi di comunicazione liberi ed equi non solo al suo interno, ma anche a livello mondiale nei nostri rapporti con i paesi terzi, finanziando tra l’altro progetti mirati volti a migliorare il giornalismo di qualità, la libertà di stampa e l’accesso all’informazione pubblica. Con un giornalismo libero soggetto a pressioni sempre più forti, l’UE ribadisce la propria determinazione a difendere la libertà di stampa e dei media all’interno dei suoi confini e in tutto il mondo”.