Nel cast voluto dal regista francese Mikhaël Hers anche l’italiana Greta Scacchi.

Il titolo originale è “Amanda”, ma potrebbe essere benissimo “amando” perché è solo l’amore che spinge avanti il film, ed in più al maschile rende quell’uomo al centro delle vite di cinque donne. Nei cinema italiani è uscito col nome di “Quel giorno d’estate”. Ed è un giorno come tanti in cui si esce per un allegro picnic a cambiare il corso della vita dei protagonisti: un giovane zio David, interpretato da Vincent Lacoste, e la nipotina di 7 anni Amanda, la dolcissima Isaure Multrier. Il regista Mikhaël Hers, autore anche della sceneggiatura a quattro mani con Maud Ameline, ce li propone in continui primi piani quasi a volerci far carpire i loro pensieri, le loro più impercettibili emozioni e i loro più piccoli cambiamenti d’umore. Zio David, 24enne, vive la quotidianità di Parigi con la nipotina e la sorella Sandrine (Ophelia Kolb), s’innamora di Léna (Stacy Martin) che conosce per lavoro, ha un buon rapporto con la sorella del papà (morto pochi anni prima), ed ha una madre Alison (l’italiana Greta Scacchi) che lo ha abbandonato quando era bambino e vive a Londra. Il suo rapportarsi con tutte le donne della sua vita è sempre di tenerezza ed apertura. Questo è un film. Poi comincia un altro film.

Un attacco terroristico sconvolge le loro esistenze. Perde la vita Sandrine, e il rapporto tra David ed Amanda prende nuove sfumature in attesa di quel viaggio a Londra che avrebbero dovuto fare tutti e tre insieme. Ciò che colpisce nel film è la dignità, un dolore intimo e mai esibito, una compostezza anche nei momenti più difficili. Nulla è gridato. Tutto scorre con levità nonostante il peso della tragedia. Si va a scuola, si lavora, si condividono momenti di gioia e riflessione con gli amici. Si va avanti. Il fuori fuoco del direttore della fotografia Sébastien Buchmann sembra sottolineare lo spaesamento delle anime, pur continuando a vivere senza cedere alla sofferenza. Le poche lacrime che si vedono, sono limpidi ruscelli. A livello sociale il film insegna la speranza e l’umanità più vera. “Amanda” è un piccolo gioiello a cui forse è mancato il coraggio finale del regista di non renderlo didascalico negli ultimi minuti. Forse sarebbe stato più cinematograficamente completo se fosse finito con un gesto, piuttosto che con una parola… La Mostra del cinema di Venezia ha avuto l’onore di presentarlo nella sezione Orizzonti nel 2018.

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