Al Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna l’anteprima italiana del documentario di Enrico Cerasuolo che è stato accolto da una standing ovation al Festival di Cannes.

Commuove e dà forza il ritratto che della romana Anna Magnani (Roma, 7 marzo 1908 – 26 settembre 1973) fa il veneziano Enrico Cerasuolo. Ne esce una donna emblema di tutte le donne emancipate, fuori dagli schemi del pensare dilagante maschile: un faro della femminilità che s’impone con grandezza e fragilità. Dopo la standing ovation della prima mondiale al Festival di Cannes, dove è stato presentato nella sezione Cannes Classics dedicata alle più grandi storie di cinema, in una sala piena di cinefili d’oltralpe e di altri paesi, “La Passione di Anna Magnani” arriva alla sua anteprima italiana venerdì 28 giugno in un altro appuntamento dedicato alla riscoperta della Storia del cinema di tutto il mondo, il festival Il Cinema Ritrovato di Bologna, kermesse di restauri, inediti e rarità del cinema classico. Ad accogliere il film, la Piazzetta Pier Paolo Pasolini, uno dei nomi luminosi che hanno costellato il cielo (con “Mamma Roma”) di quella che può davvero essere considerata la più grande attrice del cinema italiano, come disse un giorno Marcello Mastroianni. Basato sull’utilizzo creativo di materiali d’archivio, il documentario intreccia la più profonda intimità della Magnani, grazie ai racconti del figlio Luca, e la più vasta notorietà attraverso la sua arte che si fa teatro, cinema e tv senza confini, dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica. Il film contiene anche un’intervista inedita della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, che viene riportata all’ascolto originario grazie ad un registratore a bobina.

Il punto di partenza del lavoro di Cerasuolo è stato la Magnani quale icona del Neorealismo, nella sequenza in cui la corsa di Pina chiamando Francesco è interrotta dagli spari dei nazisti in “Roma Città aperta”. Da lì comincia un viaggio attraverso le pellicole dei grandi registi del cinema europeo ed americano – da Roberto Rossellini a Luchino Visconti, da Federico Fellini a Jean Renoir, da Sidney Lumet a Daniel Mann, da George Cukor a Stanley Kramer – passando per l’Oscar del 1956 con “La rosa tatuata”, unica attrice italiana ad averlo vinto con un film girato in lingua inglese fino ad oggi. Sul palcoscenico è stata “La lupa” di Giovanni Verga, diretta da Franco Zeffirelli, e la “Medea” di Jean Anhouil, diretta da Giancarlo Menotti. Eduardo De Filippo disse che la Maganani era l’unica per la quale andava a teatro quando non era in scena lui.

L’ultima apparizione di Nannarella sugli schermi avviene con “Roma” di Federico Fellini che ha voluto a tutti i costi la presenza dell’attrice romana che considera il simbolo della città. Sono solo pochi secondi in cui fa in tempo ad esprimere a Federico la sua diffidenza prima di chiudergli il portone in faccia. “La Passione di Anna Magnani” (Italia/Francia, 60 min.) è una coproduzione internazionale realizzata da Zenit Arti Audiovisive, Les Films du Poisson e Arte France, in collaborazione con Rai Com e Istituto Luce – Cinecittà, con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund e del Programma Media Creative Europe. La distribuzione internazionale è di RaiCom.

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