Gara Agenzie di Stampa: Consiglio di Stato respinge ricorso Dire contro Adnkronos

- Roma

Giuseppe Marra: “Ora convocazione di un tavolo dell'informazione primaria”.

Giunge al termine la querelle nei tribunali tra l’agenzia di stampa Dire e l’AdnKronos. Il Consiglio di Stato, infatti, ha respinto il ricorso della Dire che chiedeva l’annullamento dell’aggiudicazione all’Adnkronos del lotto numero 1 (3.828.003 euro ogni sei mesi). Ora dunque, con contratti firmati fino al 31 marzo del 2019, i dieci lotti (in palio dall’aprile 2017) sono finalmente tutti assegnati. E calcolatrice alla mano, la presidenza del Consiglio (considerando che solo LaPresse ha offerto più della base d’asta) ha pure risparmiato oltre venti milioni di euro in tre anni. Che sul campo dell’informazione primaria nel frattempo siano rimasti “morti e feriti” importa poco. Che tra direttive e gare europee si sia giocato con la pelle di oltre 700 giornalisti (che hanno assaggiato minacce d’esubero a fantasia, ammortizzatori sociali a pioggia, prepensionamenti tanto per gradire, amministrazioni controllate, nascita di scatole societarie di ogni sorta e mancati pagamenti degli stipendi) importa ancora meno. Che l’agenzia Askanews rischi il concordato preventivo importa pochissimo. Che alcune agenzie, come il Velino e Mf Dow Jones, non abbiano avuto alcun contratto importa nulla.

“Chiuse definitivamente le vicende processuali, con nostra piena e legittima soddisfazione – commenta l’editore del Gruppo Adnkronos Giuseppe Marra – è ora il momento di passare alla convocazione di un tavolo dell’informazione primaria, da parte del Governo come già preannunciato dal sottosegretario Crimi, per iniziare a riflettere sul futuro delle agenzie di stampa che costituisco una infrastruttura essenziale del sistema dell’informazione del nostro paese. Le agenzie di stampa – continua Marra – che pure devono necessariamente adeguarsi alle innovazioni degli ultimi anni subite dal settore editoriale in tutto il mondo, rappresentano un attore fondamentale ed imprescindibile per assicurare il pieno pluralismo delle fonti dell’informazione nazionale e garantire l’accuratezza e la completezza di un flusso informativo sempre più prezioso in una fase storica in cui il fenomeno delle fake news sembra dilagare”.

Così si è concluso il “Risiko” delle agenzie di stampa in Italia.

Lotto 1: base d’asta 26.400.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’AdnKronos per 22.968.018
Lotto 2: base d’asta 28.128.000 di euro in 36 mesi, aggiudicato all’Ansa per 26.400.000
Lotto 3: base d’asta 18.816.000 euro in 36 mesi. Aggiudicato all’Agi in Ati con Italpress e in avvalimento con Public Policy per 13.245.120
Lotto 4: base d’asta 18.144.000 di euro in 36 mesi. Aggiudicato ad Askanews ma non si conosce ancora l’importo stimabile in circa 12.000.000
Lotto 5: base d’asta 7.872.000 euro in 36 mesi, aggiudicato alla Dire per 6.300.000
Lotto 6: base d’asta 7.104.000 in 36 mesi, aggiudicato a LaPresse per 7.242.228
Lotto 7: base d’asta 4.410.000 in 36 mesi, aggiudicato a Radiocor per 3.879.000
Lotto 8: base d’asta 990.000 in 36 mesi, aggiudicato a 9Colonne per 878.130
Lotto 9: base d’asta 720.000 in 36 mesi, aggiudicato a Nova per 583.200
Lotto 10: base d’asta 666.000 in 36 mesi, aggiudicato a Vista per 504.000

Agv/Il Velino e Mf Down Jones fuori dalla “partita”.

Totale stanziato dal governo: 115 milioni in tre anni. Totale speso 82.000 milioni, ai quali bisogna aggiungere una dozzina di milioni che dovrebbero andare ad Askanews.