Se Google va a caccia di scoop

- Roma
Foto di William Iven da Pixabay

Ossigeno in particolare per giornali specializzati e locali. E un po’ d’aria fresca contro le fake news.

Giungono buone notizie, almeno a giudicare dalle intenzioni, per la stampa. L’emorragia di investimenti continua e anche quella di lettori, ma proprio dal mondo del search e dei social – i giganti che hanno messo in ginocchio il sistema tradizionale dell’informazione – sembra stia per arrivare un aiutino. Siamo solo in presenza di buoni propositi, intendiamoci, ma l’inizio promette bene. Google, ad esempio, ha deciso di setacciare e selezionare il web per valorizzare nelle ricerche gli scoop, gli articoli originali, o comunque quelli che una copertura l’hanno scritta per primi. E questo a prescindere dalla grandezza, dalla reputazione e dall’autorevolezza della testata giornalistica (indici che avranno meno peso per l’algoritmo come il criterio cronologico) e dal numero di visualizzazioni che ha fatto l’articolo in questione. In particolare il popolare motore di ricerca americano – grazie ad un nuovo algoritmo perfezionato da 10 mila addetti – promette di posizionare queste notizie in alto nella serp e di tenerle lì a lungo. Insomma, si premia lo sforzi di chi – compresi giornali specializzati e locali – le notizie le va a trovare e non di chi è bravo a riscriverle e a divulgarle a livello nazionale. Fermo restando che chi quelle stesse notizie le ha approfondite e aggiornate avrà comunque il proprio spazio. In questo modo la multinazionale di Mountain View – utilizzando Google Search e Google News – aiuterà gli utenti a riconoscere scoop e inchieste, che richiedono tempo e sforzo editoriale, e a non cascare così di frequente nelle cosiddette fake news a costo zero.

Facebook, dal canto suo, è a caccia di giornalisti professionisti che vadano a caccia delle notizie più importanti per metterle in un’apposita sezione chiamata News Tab. E le testate selezionate avranno in cambio della cessione dei diritti, si spera, un bel po’ di soldini. Il servizio dovrebbe partire dal 2020 e anche qui la conseguenza naturale sarà una migliore informazione per i lettori e meno fake…

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